Politica

Finanziaria

Accordo fatto sul taglio del cuneo fiscale

In totale il governo ha confermato che la Finanziaria destinerà 15 miliardi per lo sviluppo. Sindacati e Confindustria appaiono sostanzialmente soddisfatti; meno le associazioni di rappresentanze delle pmi, che temono di essere tagliate fuori dai criteri di selettività indicati dal governo. Al tavolo con le parti sociali sullo sviluppo, infatti, il ministro del Lavoro ha confermato che il taglio del cuneo sarà incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato, e che ci sarà automatismo per i criteri di selezione. L'azione sul cuneo sembra quindi inserirsi all' interno di una manovra più ampia e generale contro la precarietà del lavoro. «Il governo inserirà nella legge Finanziaria l'innalzamento dei contributi previdenziali per i lavoratori parasubordinati e interventi contro il lavoro nero», ha confermato anche Cesare Damiano, che ha anche annunciato l'intenzione di varare una nuova normativa sui contratti a termine. Al tavolo di Palazzo Chigi dove il governo - ha detto il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta - ha confermato che «i 15 miliardi per lo sviluppo sono un impegno», le parti hanno anche affrontato i capitoli sugli investimenti in infrastrutture, riordino degli incentivi e liberalizzazioni, e l'introduzione della fiscalità di vantaggio per il Sud. Tutti temi, questi, su cui il confronto tra governo e sindacati dovrà proseguire, a partire da quello specifico sul cuneo per il quale non è ancora stato deciso il meccanismo di intervento. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, si è infatti detto «diffidente» sui criteri che potrebbero venire utilizzati, temendo una manovra che possa spalmare i benefici su più categorie.

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