Politica

Il Giro d'Italia del premier

Da Telese alla giostra del Saracino è Romano l'unica attrazione dell'Unione

Dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno, il Professore non perde un appuntamento. Sempre presente, sempre pronto a stringere mani, regalare sorrisi, ricevere applausi. Certo, il lavoro del Presidente del Consiglio, soprattutto nel secolo della televisione globale, lo esige. Ma il «presenzialismo» di Prodi sembra dettato anche da altre necessità. La vittoria sul filo di lana alle elezioni di aprile, una coalizione che nei primi mesi di governo non ha perso occasione per dividersi e litigare, ed ecco che il premier è costretto a fare gli straordinari. Così il Professore, quasi fosse un «trofeo» da esibire, non è mancato, e non mancherà, a nessuno degli appuntamenti «politico-vacanzieri» organizzati dai partiti della sua coalizione (e non solo). Un vero e proprio «tour de force» a cui il premier ha aggiunto anche qualche appuntamento fuori programma. Come quello di ieri ad Arezzo dove, per la prima volta nella storia della «Giostra del Saracino» (edizione 112 e 75° anniversario della sua ripresa), un presidente del Consiglio ha assistito, a sorpresa, alla manifestazione (accompagnato dalla moglie Flavia e dai ministri toscani Rosy Bindi e Vannino Chiti). Prima del bagno di folla aretino (al suo arrivo qualcuno dalla folla gli ha urlato un «ti voglio bene») il giro d'Italia del Professore aveva toccato Bologna, Telese, Pesaro e Cernobbio. La prima tappa in realtà era poco più che una «visita di piacere» visto che il Professore, da bolognese doc, non poteva certo mancare alla cittadina festa dell'Unità. Dopo il piacere, però, ecco arrivare il lavoro. Così, il 29 agosto, il Professore si è presentato davanti al pubblico della festa dell'Udeur a Telese dove ha rivendicato per sè il ruolo di «capitano» («come Cannavaro») della squadra di governo e ha promesso che «il governo non farà piangere il Paese». Tre giorni dopo eccolo arrivare sorridente a Pesaro per la festa nazionale dell'Unità. «Tu qui, Romano, sei a casa tua con la tua gente» gli ha detto il segretario Ds Piero Fassino salutandolo e il premier ha assicurato: su Finanziaria e Partito Democratico non mollo. Rassicurato l'elettorato centrista di Mastella, scaldato i cuori del popolo della Quercia, il Professore ha affrontato ieri la platea di imprenditori, banchieri e manager del workshop Ambrosetti a Cernobbio. Un passaggio necessario visto il dibattito destato in questi giorni dalle linee guida della Finanziaria. Dopotutto il Professore, che in campagna elettorale aveva scelto la linea dell'equivicinanza tra industriali e sindacati, non può permettersi passi falsi. Ma non finisce qui. Oggi, infatti, Prodi sarà a Caorle per inaugurare la Festa della Margherita che terminerà il 10 settembre. Domani, invece, faccia a faccia con Oliviero Diliberto alla festa del Pdci a Roma. E gli altri? Rifondazione Comunista presenterà solo domattina il programma della sua festa di Liberazione (Roma 6-24 settembre), ma è molto difficile che il Professore resista alla tentazione di fare un'apparizione. Di Pietro e l'Italia dei Valori, invece, lo attendono a Vasto tra il 21 e il 24 settembre. Chissà che in mezzo il premier non riesca a infilare qualche altro appuntamento. N. I.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.