Politica

Il caso

Dopo Cinecittà Rutelli punta all'Istituto LuceVoleva revocare il cda ma si è accorto di non poterlo fare. Invito ai membri a dimettersi

Una «marcia» in nome dello spoyl sistem che il vicepremier sembra voler adottare in tutte le società sulle quali può intervenire. Così ieri mattina i dirigenti del ministero si sono presentati nella sede dell'Istituto Luce con l'intenzione di rinnovare in quattro e quattr'otto i componenti del Cda e soprattutto il presidente, Flavio De Luca. Ma dopo pochi minuti si sono dovuti rassegnare a rinviare tutto a venerdì mattina perché, codice alla mano, si sono accorti che il potere di revoca che il ministero aveva usato nei confronti di Cinecittà Holding in questo caso non valeva. Perché l'Istituto Luce non è una diretta controllata dai Beni Culturali. Dal ministero, però, non si sono persi d'animo e hanno iniziato un pressing discreto ma deciso sui tre componenti del consiglio di amministrazione perché si dimettano da soli in modo da poter nominare nel cda almeno un uomo di fiducia del ministro. Una proposta sulla quale Luciano Sovena, amministratore delegato, il giornalista Pierangelo Buttafuoco e Gianni Morè (gli altri due componenti del consiglio di amministrazione) avranno tempo per riflettere fino a venerdì. Ma l'obiettivo «grosso» al quale mira il vicepremier Francesco Rutelli è la sostituzione del presidente, l'avvocato Flavio De Luca. Con quella poltrona potrebbe avere il «controllo» di tutto l'Istituto. magari «graziando» almeno due dei componenti del Cda. I quali potrebbero ottenere di rimanere comunque in carica anche nel nuovo organigramma.

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