Politica

IL PREMIER

«Ormai siamo nell'anticamera di un regime»

Questo tentativo e il conflitto d'interessi rappresentato dall'intreccio fra la sinistra e le cooperative rosse mettono in pericolo l'equilibrio democratico, lasciando intravedere l'ombra minacciosa di un regime. Lo dice il premier nell'intervista concessa al settimanale «Tempi» in edicola oggi: «I grandi giornali che denunciano ogni giorno, da cinque anni, il mio conflitto d'interessi, si guardano bene dallo scrivere anche una sola riga sul micidiale conflitto d'interessi che prospera sulla pelle del Paese tra i Ds (attraverso le amministrazioni locali controllate dalla sinistra) e le coop - spiega Berlusconi - oppure su quelli fra grandi oligarchie che si perpetuano e si riproducono, che hanno lanciato un'opa ostile sulla nostra democrazia e che aspirano ad instaurare un sistema di potere che tutto controlla, dallo Stato ai giornali, dalla magistratura alle banche, dall'imprenditoria ai sindacati. Insomma, l'anticamera di un regime». Nel pomeriggio, invece, il premier ha parlato durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, affrontando svariati argomenti. «Abbiamo affidato e cantierato opere per 73 miliardi e 249 milioni di euro contro i 7 mld stanziati dai governi di centrosinistra», ha ricordato, aggiungendo che gli investimenti riguardano 71 cantieri già aperti e finanziamenti per altre 36 «opere». Si tratta, ha sottolineato Berlusconi «di opere molto importanti fra le quali l'autostrada della Cisa con uno stanziamento di 1826 miliardi di vecchie lire o la metropolitana di Brescia per 80 miliardi». Al Mezzogiorno, ha aggiunto, sono stati assegnati circa il 46% degli investimenti, con il restante 54% destinato al centro e al nord Italia. «Questo operaio - ha proseguito - si è infilato il casco e ha dimostrato che dopo trent'anni si sono aperti moltissimi cantieri». Berlusconi ha infine smentito l'opposizione secondo la quale la maggior parte delle opere è stata avviata dai governi precedenti: «Su un totale di 136 cantieri, quelli avviati dal precedente governo sono appena 4. Nessuno sarebbe riuscito a fare di più, credo sia un miracolo». Il presidente del Consiglio ha poi detto che la possibilità di tassare solo i bot e i cct futuri «è una storiella». Perché sono interessanti come investimenti se mantengono «le rendite di oggi. Viene il mal di pancia solo a pensare che la finanza pubblica possa essere lasciata a mani tanto inesperte». Il premier, infine, ha annunciato che dal primo settembre cambierà il sistema delle prenotazioni e delle prestazioni nella sanità. «Sarà il medico a chiedere all'Asl di fissare le prestazioni per il paziente. Se l'Asl non potrà dare appuntamento, il paziente sarà mandato alla sanità privata. Il costo sarà addebitato all'Asl. E sarà il direttore generale che pagherà. È lui il garante nei confronti dei propri assistiti». Un esempio? «Per una mammografia o una colonscopia ci vorranno 3 giorni di attesa».

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