Politica

Il programma di Prodi: più tasse per tutti

Il leader del centrosinistra promette il taglio di cinque punti del cuneo fiscale, ma a spese dei contribuenti

Qualche elettore si era lasciato sedurre dalla proposta di riduzione del cuneo fiscale del 5 per cento annunciata da Romano Prodi, pensando che probabilmente il centrosinistra al Governo non avrebbe aumentato il livello delle tasse e che l'eurotassa era solo un lontano e confuso ricordo. Ma alla fine si è trattato soltanto di un fuoco di paglia e di quella riduzione fiscale, tanto annunciata e sbandierata, alla fine rimarrà ben poco. Perché, se da un lato il leader dell'Unione, si affanna nel dimostrare che è possibile ridurre il cuneo fiscale di cinque punti liberando così risorse per 10 miliardi di euro, dall'altro lato c'è una coalizione ed un programma che prevede una vera e propria aggressione fiscale. Non sono ancora arrivati al Governo e già si rincorrono voci di patrimoniale, di aumento dell'Irpef, di aumenti degli estimi catastali e di riforma del catasto. E non solo perché, in calendario, c'è anche il ritorno alla tassa di successione e a quella sulle transazioni finanziarie, con la previsione di un aumento generalizzato della tassazione per creare un fondo nazionale per la non autosufficienza. Il tutto servito agli italiani quando ai «fornelli» sarà arrivata l'Unione. Basta leggere nelle pieghe del voluminoso programma «unionista» per trovare i tanti «balzi e balzelli» che gli ulivisti prevedono una volta arrivati al Governo. Tra le prime tasse che potrebbero colpire gli italiani c'è la famosa patrimoniale, cioè la tassazione sulle rendite finanziarie. Una proposta che da tempo avanzano Bertinotti e la sinistra radicale e che con Prodi al Governo potrebbe diventare realtà. Ad essere a rischio sono i risparmi messi da parte dagli italiani, che nei fatti sarebbero penalizzati da questa nuova tassa. Prodi prevede l'introduzione di un sistema uniforme di tassazione delle rendite finanziarie che dovrebbe essere fissato ad un livello intermedio tra quello attuale di tassazione degli interessi sui depositi bancari e quello sulle altre attività finanziarie. E se nel programma questo livello non è stato precisato, ci ha pensato Prodi spiegando, martedì a Porta a Porta, che sarebbe giusta un'aliquota al 20 per cento. Fin qui ci si potrebbe anche confrontare tranne per il fatto che un'aliquota fissa senza prevedere alcuna variazione, quindi uguale per tutti, grandi e piccoli patrimoni, finirebbe per penalizzare proprio i piccoli risparmiatori. Ma ad essere sotto controllo sono anche le transazioni finanziarie internazionali e non in un'ottica di apertura dei mercati e di libera concorrenza. La proposta del centrosinistra è quella di introdurre un sistema fiscale simile alla Tobin Tax, cioè una tassa sulle transazioni internazionali. Una tassazione che nei piani degli ulivisti dovrebbe essere introdotta su vasta scala geografica e che porterebbe così a scoraggiare le speculazioni finanziarie reperendo risorse a favore dei Paesi in via di sviluppo, della lotta contro l'Aids e contro la fame nel mondo. Dall'estero all'Italia passando per la casa ed in particolare per l'Ici. Anche qui la radicalizzazione delle proposte del centrosinistra è evidente e si scontra con una contraddizione di fondo. Infatti se da un lato si dichiara la volontà di rivedere verso il basso l'Ici, che viene fissata dai Comuni e non dal Governo, dall'altro si lancia la proposta di riformare il catasto «in modo da rendere coerenti i valori e le rendite con i valori di mercato dei cespiti immobiliari». In pratica la riforma del catasto azzererebbe quei possibili effetti positivi di una riduzione dell'Ici. Infatti la riforma avrebbe come effetto quello di aumentare gli estimi catastali e quindi l'Irpef, rendendo più pesante il prelievo fiscale sulle famiglie. Un aggravio di spese per i cittadini che poi si tradurrebbe in un allargamento del deficit dei singoli comuni che proprio sulla variazione dell'Ici hanno sempre confidato per tenere sotto controllo i propri conti. Tra i balzelli del programma di Prodi trovano spazio anche i problemi di eredità ma stavolta con l'obiettivo di reintrod

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