E ufficialmente non ne è stata data notizia. Il presidente della Cei Camillo Ruini è già stato confermato nella sua carica dal Papa. La soluzione di una proroga, visto che il capo dei vescovi italiani è in scadenza, è già nell'aria da tempo. Ed è stata da pochi giorni comunicata al diretto interessato. Così Ruini si reca da Benedetto XVI come forma di ringraziamento. Ma anche per discutere delle future scelte. Si parla dei grandi temi e inevitabilmente, a meno di due mesi dalle elezioni politiche italiane, si parla anche del voto. Ruini spiega la situazione e non può fare a meno di citare i sondaggi e le previsioni. E naturalmente sottolinea come le maggiori società di indagini di mercato certifichino un vantaggio dell'Unione. Il Papa sembra sorpreso. E a un certo punto, visto il tono dell'incontro, si lascia andare: «Ma come, non vince di nuovo Berlusconi?». E aggiunge: «Mi hanno spiegato che ha un grande vantaggio...». E quel «mi hanno», in realtà, dovrebbe essere un verbo coniugato al singolare. Perché Benedetto XVI fa riferimento a un altro incontro, altrettanto riservato, avvenuto giorni prima. Quando per la precisione ha visto Marcello Pera, presidente del Senato. I due sono molto legati, si vedono e si sentono. Ed è piuttosto chiaro che la seconda carica dello Stato tifi un po' per la sua parte. E sia anche galvanizzato dai risultati che ha appena ricevuto da Berlusconi e dai sondaggisti americani che saranno da lì a poco resi noti: di un sonstanziale pareggio se non di un leggero vantaggio della Cdl. La realtà è diversa, ma anche quello di Pera è stato un primo segnale lanciato dal centrodestra per avvertire l'Oltretevere: la partita è ancora aperta. Ma è anche vero che lo strappo del leghista Calderoli può avere conseguenze pesanti sul voto. Tutti questi fattori caricano di significato l'udienza di ieri tra Berlusconi e il Pontefice. Il premier teme che oltre Tevere possano risultare più convincenti gli esponenti della Margherita. La candidatura di Paola Binetti, ex presidente della Commissione Scienza e Vita, nelle liste della Margherita, è agli occhi di Berlusconi come un ponte calato sul Vaticano. Va ricordato che la Binetti scelse l'astensione sui referendum abrogativi in tema di procreazione assistita mentre su questo tema caro alla Chiesa Berlusconi lasciò libertà di coscienza e disse che sarebbe andato a votare. Insomma Forza Italia non è sempre stata del tutto in linea con le sollecitazioni che venivano dal Vaticano. Memorabile l'imbarazzo che suscitò una intervista di Veronica Lario proprio durante le esequie di Giovanni Paolo II, in cui la moglie di Berlusconi rivelò di aver fatto ricorso all'aborto terapeutico perchè il bambino che aspettava era malformato. Veronica, sempre in quella intervista, difese il voto sulla procreazione assistita dicendo che «se da noi certe tecniche fossero proibite si andrebbe al'estero e mi spaventa l'idea che altri Paesi, meno scrupolosi, potrebbero consentire qualsiasi cosa. Non andare a votare significa non voler affrontare il problema». Ma questo appartiene al passato. Quello che più preocupa il Cavaliere è la posizione estremista imboccata dalla Lega che si discosta nettamente dal messaggio di tolleranza e comprensione per le diverse fedi religiose che il Pontefice sta perseguendo. Insomma l'alleanza con un partito che propugna una sorta di guerra di religione potrebbe far dirottare le simpatie d'oltre Tevere verso i centristi del centrosinistra. Tanto più che Rutelli sta lavorando da anni a creare un rapporto solido con la Curia.
Il Papa: «Ma il premier non è in testa?»
Ruini ha spiegato al Pontefice che l'Unione è in vantaggio. Pera gli aveva detto: siamo al sorpasso