Ad aprire le ostilità ci pensa Luca Cordero di Montezemolo, che attacca: «Le cooperative, per essere tali devono fare il mestiere per cui sono costituite: chi fa supermercati cresca nei supermercati, chi opera in agricoltura in agricoltura, il credito cooperativo nel credito cooperativo». E aggiunge: «Altrimenti si perdono quei punti chiave della mutualità e del solidarismo che giustificano il vantaggio fiscale di cui godono le cooperative e si parla di cose diverse alternando regole della competizione di cui potrebbero fare le spese le piccole e medie aziende che non vantano questo vantaggio fiscale». Arriva subito la risposta delle coop, sia rosse che bianche. «Mi aspetterei maggiore rispetto», spiega il il neo presidente di Unipol Pierluigi Stefanini. In un primo momento Stefanini, alla domanda dei cronisti che gli ricordavano le parole di Montezemolo, aveva risposto con una battuta: «Mi arrendo». Poi aggiunge: «Rispetto a ciò che rappresenta la cooperazione in termini di valori, etica e risultati mi cascano le braccia. Dovrebbero conoscere la nostra organizzazione. Mi aspetterei maggiore rispetto. Il fatto che non avvenga ci dispiace. Crediamo che non sia giusto». In soccorso arriva Massimo D'Alema: «Non so se il presidente di Confindustria ha interesse a distruggere» le cooperative. «Trovo - osserva - che chi ha a cuore lo sviluppo del Paese e la crescita dell'economia italiana, non dovrebbe aggredire il movimento cooperativo. Se non ci fosse il mondo cooperativo - ha aggiunto - per tanti produttori italiani la vita sarebbe più difficile». Il presidente di Confcooperative, Luigi Marino, è invece d'accordo con Montezemolo. Questo, sottolinea Marino, «è il punto di riflessione che andiamo rimarcando da tempo. Chi opera in un settore dovrà continuare a crescere, ma investendo i propri utili in settori analoghi; al tempo stesso ritengo però opportuno ricordare a tutti - prosegue Marino - che le generalizzazioni portano a confondere le anomalie di poche cooperative con le 75 mila cooperative italiane che fanno la loro parte in coerenza con la loro missione». Il presidente di Confcooperative aggiusta la rotta anche in tema di agevolazioni fiscali, infatti, spiega, «vengono sempre più spesso chiamate in causa, ma - avverte - occorre ricordare che la legge Vietti ha sancito una forte limitazione di questi vantaggi».
IL CASO
Montezemolo assalta le coop, è di nuovo guerra