Negli ambienti milanesi si danno per probabili altre contestazioni ad Antonio Fazio, l'ex governatore della Banca d'Italia. L'idea di mantenere la poltrona con una sorta di spada di Damocle (aggiotaggio e associazione per delinquere) sulla testa, convincerebbe chiunque a presentare le dimissioni. Nel mirino, comunque, rimangono tutti i «furbetti del quarterino». Anche a Roma le vacanze di fine anno potrebbero ibernare le inchieste: si aspettano i verbali secretati dalla procura di Milano, con tutti gli interrogatori e le nuove accusa di Gianpiero Fiorani. Si attende di verificare - ma senza tanta fretta - i nomi dei politici che sarebbero coinvolti nelle malefatte del banchiere lombardo. Se ci fossero di mezzo i nomi di personaggi che rivestono cariche istituzionali, la competenza a indagare potrebbe anche passare al Tribunale dei ministri.
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