E così anche il numero due della coalizione si prepara a sfidare direttamente Berlusconi. Competition is competition, si potrebbe dire. Il leader di An, infatti, sarà stamattina a Napoli per una delle manifestazioni che sta facendo in giro per l'Italia. E la manifestazione è stata pubblicizzata, oltre che con i soliti manifesti, anche con un sms spedito dal telefono cellulare di uno dei massimi dirigenti di An: «Sabato 5 novembre, ore 10.30 comizio di Fini al teatro Augusteo di Napoli». E fin qui, nulla di strano. Poi c'è un'aggiunta significativa: «Per Fini premier è importante che tu ci sia». Dunque, la kermesse non è un semplice comizio locale del presidente di An. Ma è di più, è l'inizio di una campagna per lanciare la candidatura del vicepremier alla guida della coalizione. D'altro canto lo stesso Fini l'aveva detto esplicitamente appena il 25 ottobre scorso: «Berlusconi ha lanciato una sfida ed io la raccolgo, visto che lo ha fatto anche Casini». Partecipando a Porta a Porta, il capo della destra aveva annunciato l'intenzione di presentarsi chiedendo sostegno alla sua candidatura come premier. «Andiamo al proporzionale con le nostre liste - aveva spiegato il leader di An - e a quel punto le primarie le faranno gli italiani. Auspico di ottenere sufficienti consensi per chiedere alla coalizione di valutare l'ipotesi che io sia il candidato». Dunque auspica di battere Berlusconi? gli era stato chiesto. «Sarà una competizione leale con il mio alleato ma non rinunciataria» aveva risposto. E poi aveva aggiunto: «Saranno gli elettori a decidere chi dovrà andare a Palazzo Chigi». Il numero uno di An sa che nella battaglia interna alla coalizione non ha gli stessi mezzi di Berlusconi. E non ha neanche gli stessi strumenti di Casini. Per questo ha deciso di puntare su una campagna diversa, popolare e di destra. Dopo anni di sperimentazione anche con consulenti esterni ed esteri, An è tornata alla campagna fatta in casa. Tutto affidato a Roberto Menia, antico amico di Fini, un duro e puro di Trieste, che ha scelto una propaganda semplice, spartana e a tratti anche elementare: di sicuro, comprensibile al pubblico non tradizionalmente di destra. La prima fase ha previsto la comparativa: Fini è il futuro, Prodi è il passato. Poi c'è il tir che gira in tutte le città e con Fini che tocca un capoluogo a week end. Quindi c'è il corteggiamento alle donne attraverso la battaglia per le quote rosa. Ora inizia la nuova fase. F. D. O.
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