Ma molti compagni non hanno gradito la partecipazione di Fassino al programma di una rete di proprietà ddi Berlusconi. Dal collegio uninominale di Fassino, a Rivarolo in Piemonte, è subito scattato l'interdetto rosso. Su Rivarolo Informa, Paolo Grossi ha scritto: «Ma tu, Piero, con tutto questo, cosa c'entri. Cosa c'entra il leader del partito di maggioranza del centrosinistra, nonchè, dettaglio non secondario, deputato di questo collegio elettorale, con un programma di varietà del sabato sera dove si fa il più squallido commercio dei sentimenti? Perché, anziché sbattere fuori a calci il postino di Maria la sanguinaria, semplicemente per una questione di dignità (…) il tuo staff ha ritenuto di perdere tempo a discutere della questione?». L'articolo si conclude con un pizzico di delusione: «Ma tu, Piero, credevo fossi diverso». L'autore dell'articolo ha ragione? In questi ultimi due anni Piero Fassino in effetti ne ha dette e scritte di tutti i colori su Mediaset. Il segretario ds, in particolare, ha sempre parlato di «sistema televisivo bloccato» a causa del conflitto di interessi del premier.
IL CASO
La sinistra processa Fassino «Che c'entri con la De Filippi?»