Politica

IL CASO

Monsignor Fisichella: «Casini non chiede l'eucarestia»

«Prodi ha diritto di ricevere l'eucaristia - ha risposto Fisichella -, con Casini, invece, è lui stesso a non presentarsi a riceverla e quindi nel suo caso il problema è risolto alla radice». Non è voluto andare oltre queste parole, monsignor Fisichella, ieri mattina durante la conferenza stampa di chiusura del Sinodo dei vescovi in Vaticano. Non è voluto andare oltre anche perché le 50 proposizioni presentate dai vescovi al Papa a conclusione dei lavori del Sinodo, parlano piuttosto chiaramente di come la Chiesa intenda comportarsi nei confronti di quei politici e legislatori cattolici che promuovono leggi inique (potrebbe essere il caso di Romano Prodi se questi decidesse, se eletto, di andare fino in fondo alla legalizzazione delle coppie di fatto e quindi anche delle coppie tra gay), e nei confronti di chi, come è il caso di Casini, lasciata la propria moglie decida di iniziare una convivenza con un'altra donna. All'interno delle proposizioni si dice chiaramente che i politici «devono sentirsi particolarmente interpellati nella loro coscienza, rettamente formata, sulla grave responsabilità sociale di presentare e sostenere leggi inique». Non c'è coerenza eucaristica, dunque, quando si promuovono «leggi che vanno contro il bene integrale dell'uomo, contro la giustizia e il diritto naturale. Non si può separare l'opzione privata e quella pubblica, mettendosi in contrasto con la legge di Dio e l'insegnamento della Chiesa, e questo deve essere considerato anche di fronte alla realtà eucaristica». In sostanza, chi propone leggi che vanno dichiaramene contro l'etica, è meglio che, per coerenza con sé stesso, rinunci all'eucaristia. Sempre nelle proposizioni, si afferma anche che i divorziati risposati non possono accedere all'eucaristia a meno che non ottengano l'annullamento del precedente matrimonio. P. L. R.

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