Tra le norme saltate vi è l'istituzione della Carta di identità elettronica. Pera, al momento di aprire ufficialmente la sessione di Bilancio ha annunciato lo stralcio dei quattro articoli. Il presidente del Senato, infatti, secondo regolamento, ha il compito di «tagliare» gli articoli che o non hanno copertura, o che sono puramente ordinamentali o che non sono direttamente finalizzate al rilancio dell'economia. È caduto quindi l'articolo 61 della Finanziaria, che dettava le norme attuative della carta di identità elettronica, perchè esso «è privo di effetti finanziari netti». Altro articolo stralciato è il numero 2 (che ridetermina in 1.200 milioni il Fondo di riserva per le spese obbligatorie, e in 600 milioni il Fondo di riserva per le spese impreviste), «in quanto concernente disposizioni che in conformità al dettato costituzionale devono essere determinate dalla legge di Bilancio». Peraltro il viceministro Giuseppe Vegas nei giorni scorsi ha dato la disponibilità del governo a «trasferire» l'articolo dalla Finanziaria al Bilancio. Sono stati poi stralciati, perchè «di carattere ordinamentale» i primi due commi dell'articolo 60: essi prevedono che per lotta al dissesto idrogeologico il ministero dell'Ambiente si avvale di una società di capitali controllata direttamente o indirettamente dallo Stato, con la quale stipula apposite convenzioni. Stessa sorte per l'articolo 62, che istituisce un Consiglio nazionale per la valutazione del sistema universitario. È vero che questo comporta delle spese di cui è anche prevista la copertura, ma si tratta di «un onere che presenta un contenuto non finalizzato direttamente al sostegno o al rilancio dell'economia», come invece devono contenere le norme di una Finanziaria. Ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti parlando davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato ha ribadito i cardini della Finanziaria escludendo l'ipotesi di condoni e smentendo le voci di questi giorni di un deficit al 5,1% («non corrispondono all'andamento dei conti»). Poi ha sottolineato che la cifra di 300 milioni di euro nel 2006 dalla lotta all'evasione «è realistica». Quindi ha invitato l'opposizione a votare le misure anti evasione contenute nella Manovra.
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Pera stralcia quattro articoli Cade la norma che istituisce la carta d'identità elettronica
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