Politica

LEGGE ELETTORALE

Il presidente dei Ds, in un'intervista a Repubblica, ha attaccato duramente il ministro degli Esteri, ricordandogli che il bipolarismo è stato il cavallo di battaglia di An negli anni Novanta. «Mi chiedo: Fini ha perso la memoria? E in nome di cosa An e Udc si piegano alla logica barbarica di Berlusconi che dice "visto che non possiamo vincere noi, facciamo terra bruciata"? Non c'è alcun senso dello Stato, in questi comportamenti. C'è solo il cinismo assoluto, verso le istituzioni e verso i cittadini«. Altrettanto dura la replica di Fini: «All'onorevole D'Alema, che mi accusa di cinismo verso i cittadini e di perdita di memoria per il sostegno di An alla legge elettorale proporzionale, pongo un paio di domandine semplici semplici: si ricorda di come divenne presidente del Consiglio senza vincere le elezioni? Pensa che fu coerente con il sistema maggioritario accettare i voti determinanti di parlamentari eletti nel centrodestra? O non pensa che accettarne il sostegno fu cinico disprezzo delle scelte degli elettori?». Sono segnali che fanno capire come il dibattito sulla riforma, a pochi giorni dell'inizio della votazione alla Camera (si inizia martedì) sia destinato ad inasprirsi sempre di più. I tecnici della maggioranza sono al lavoro per eliminare i dubbi di costituzionalità sulla legge fatti filtrare dal Quirinale, mentre il centrosinistra sta studiando tutti i modi per affossare la riforma. Domani mattina Romano Prodi riunisce i segretari dell'Unione e i capigruppo parlamentari per esaminare ancora la vicenda e ieri il segretario dei Ds Piero Fassino, con una intervista a La Stampa ha invitato il centrodestra a fermarsi: «In cambio offriamo di modificare insieme, nella prossima legislatura, la legge elettorale». Appello che non fa nessuna breccia tra i partiti della maggioranza, dal momento che tre ministri (Claudio Scajola di Forza Italia, Mario Landolfi di An e Mario Baccini dell'Udc) elogiano il proporzionale e non mostrano indecisioni. Intanto continuano gli attacchi dell'Unione al presidente della Camera, protagonista nelle ultime 48 ore di un duro confronto con Prodi. Se si esclude Clemente Mastella, segretario dell'Udeur, negli ultimi due giorni tutti i partiti dell'opposizione hanno criticato Casini. Ieri è stato il capogruppo Dl alla Camera Pierluigi Castagnetti a denunciare «la grave incompatibilità» dell'inquilino di Montecitorio.

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