Politica

LOMBARDIA

Formigoni apre la crisi in Regione

Per farlo gli sono bastate poche parole nell'aula del Consiglio regionale alla fine di una seduta da dimenticare, con la Lega che si è astenuta dal voto di ogni singolo articolo dell'assestamento di bilancio (così sono stati tutti bocciati) e l'assessore al Bilancio Romano Colozzi che ha dovuto chiedere il rinvio del provvedimento in commissione. «Dichiaro aperta la verifica della maggioranza — ha detto Formigoni — Non intendo minimamente nascondere la gravità di quello che è successo in quest'aula oggi». Quindi «mi riservo — ha aggiunto tradendo il suo disappunto — di iniziare subito le verifiche nella maggioranza». In realtà, di contatti, incontri, telefonate e mediazioni in Regione ne sono stati tentati molti dalla fine di agosto quando, dopo alcune dichiarazioni sul modo in cui il governatore seguirebbe logiche di potere, il leghista Alessandro Cè è stato sospeso dall'incarico di assessore regionale. Formigoni ha chiesto scuse formali o la testa di Cè, la Lega ha rilanciato lunedì sera proponendo di affidare al ministro Roberto Maroni l'assessorato alla Sanità, ma anche quello alla Famiglia, ora affidato all'azzurro Giancarlo Abelli, considerato il vero catalizzatore della sanità in Regione, che con Cè in giunta ha avuto scontri molto animati. Forza Italia però ha risposto no: nessuna rinuncia a una delega «perché — ha spiegato la coordinatrice Mariastella Gelmini — siamo disposti a ragionare, ma meritiamo il rispetto necessario». E così la Lega compatta si è astenuta dal voto sull'assestamento. Durante la giornata c'è stato un susseguirsi di incontri senza esito e la seduta del consiglio prevista per oggi sul caso Cè è saltata. Ma la strada per una soluzione al momento sembra lunga. Udc e An lanciano appelli al dialogo.

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