Politica

IL CASO

Un deputato si ritira e libera un collegio Applausi dentro An

Insomma, s'è liberato un posto. E tutti ad applaudire. A raccontare il fatto è un sito internet, destra.it, vicino a Destra protagonista, la corrente di maggioranza del partito di Gianfranco Fini. «Aurelio Gironda Veraldi, classe 1926, a Bari è un noto e stimato avvocato penalista - si legge nell'articolo -. A Roma, da cinque anni, un meno noto deputato di Alleanza nazionale. Paradossalmente, la sua fama barese è direttamente proporzionale alla di lui oscurità romana. Non per demerito, sia chiaro. Ma perché in Parlamento funziona così. Ci sono trenta scattisti. E una truppa di seicento gregari (meglio conosciuti con un termine un po' ignominioso: "peones"), che smazzano. Con tutte le lussuosità del caso, s'intende. Ora, Gironda è un vero gentiluomo. Chi lo conosce lo sa. E, dall'altro giorno, lo sanno tutti i suoi colleghi deputati di An». Dopo la breve presentazione del deputato, parte il racconto: «Riunione del Gruppo di Alleanza nazionale. Si parla di legge elettorale. Quasi al termine dei lavori, Gironda chiede la parola e si alza per parlare. A ottant'anni quasi suonati - è il succo del suo discorso -, quella parlamentare è stata una esperienza entusiasmante, ma che non intende ripete. L'uditorio si scioglie in un applauso. Urla. Grande abbondanza di pacche sulle spalle e cenni di approvazione. Gironda è felice. Ma un dubbio gli rimane: i colleghi applaudivano il suo gesto o la notizia che s'è liberato un collegio a Bari centro?». Gironda, tra l'altro, era uno dei migliori amici di Giuseppe Tatarella, storico capogruppo di An alla Camera scomparso sei anni fa. E non a caso, proprio Gironda, venne candidato nel collegio centrale barese, che fu proprio di uno dei leader della destra e fondatore di An

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