Politica

IL CASO

E Veltroni si inventa «il bipolarismo gentile»

Introducendo, durante un dibattito con l'ex ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri all'interno della festa di Azione Giovani che si sta tenendo in questi giorni all'Eur, un concetto nuovo di zecca, quello del «bipolarismo gentile». «Farla finita con il maggioritario, superare il bipolarismo e reintrodurre il proporzionale con uno strappo nei confronti del Parlamento non ha certo creato le condizioni migliori per un ragionamento serio. Tra l'altro a quattro mesi dal voto — ha detto il sindaco — Se si fosse voluto iniziare un discorso di questo tipo tra il leader della maggioranza e l'opposizione si sarebbe dovuto discutere cercare un punto di convergenza. Così almeno si fa nei Paesi civili». «Dobbiamo abituarci alla piacevole fatica del dialogo — ha concluso Veltroni — perché ciò di cui abbiamo bisogno è un bipolarismo gentile, equilibrato, che tenga conto che prima dei partiti politici c'è un valore più importante di tutti: gli interessi nazionale al quale ancora in queste ore ci ha richiamato anche il presidente Ciampi». Gasparri invece ha sottolineato l'esigenza di «darsi una data limite». «Vince chi prenderà più voti il sistema attuale d'altronde non è perfetto. Nel '96 noi avevamo preso più voti, eppure perdemmo». Quindi, sottolinea l'ex ministro della Comunicazione, è necessario «definire rapidamente questa questione, non possiamo bloccare il Paese su una discussione di mesi sulla legge elettorale».

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