Lo stillicidio comincia in mattinata, quando la destra sociale di An vota con il centrosinistra. L'emendamento, presentato da Domenico Benedetti Valentini (An), prevede una rateizzazione fino a 60 mesi dei debiti contributivi a discrezione degli enti creditori. Nel pomeriggio il protagonista è l'Udc, che incassa il sì su due emendamenti che introducono incentivi per società cooperative e consorzi fidi. La maggioranza viene poi battuta su un emendamento di Antonio Leone (FI) relativo agli adempimenti per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina. Poi è la volta del Carroccio che fa passare un emendamento che prevede fondi ed agevolazioni per 10 milioni di euro ad imprese che si trovino in aree sottosviluppate. Infine, la quinta «caduta»: il governo dice no ad un emendamento di Alberto Giorgetti di An, mentre il relatore è disposto a dare disco verde. E alla fine il testo, sull'export delle piccole imprese, passa.
COMPETITIVITÀ
Governo battuto cinque volte