A pochi giorni dall'avvio di una procedura per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia da parte della Commissione Ue, è la Banca centrale europea ad attirare nuovamente l'attenzione sulla nostra situazione di bilancio. L'assunto generale è che le prospettive per le finanze pubbliche dell'area euro «continuano a essere motivo di preoccupazione» e gli «ampi squilibri di bilancio presenti in diversi paesi dovrebbero mantenersi o persino aggravarsi». A destare «preoccupazione», in particolare, è il fatto che in un periodo caratterizzato da un rimo di crescita prossimo al tendenziale, non si prevedano sostanziali variazioni del disavanzo complessivo, che continuerà ad attestarsi intorno al 3% del pil, precludendo così una sufficiente riduzione del rapporto medio debito-pil. Nel dettaglio gli economisti di Francoforte spiegano che quest'anno il «tetto» del 3% del rapporto deficit-pil verrà superato da Germania, Grecia, Italia e Portogallo, mentre nel 2006 sarà la volta di Grecia, Francia, Italia e Portogallo. Alla fine dell'anno prossimo, secondo la Bce, è «probabile che meno della metà dei paesi dell'area abbia conseguito una posizione di bilancio prossima al pareggio o in avanzo». Passando ad analizzare la situazione dei singoli paesi, da Francoforte osservano che in Italia e Portogallo si prevede un «allentamento delle politiche di bilancio che si tradurrà in disavanzi ampiamente superiori al 3%, dal momento che gli interventi di risanamento sono insufficienti a compensare il venir meno delle misure temporanee e altri andamenti di bilancio sfavorevoli». Sempre riguardo all'Italia, poi, si sottolinea come «le nuove previsioni di bilancio per il 2005 segnalino che il saldo sarà ben più negativo di quanto precedentemente previsto, in parte per effetto della più debole crescita economica».
BCE
Economia europea in ripresa, ma preoccupano i conti pubblici italiani
Argomenti