Politica

Venerdì al via la riforma delle pensioni

Tremonti conferma che il provvedimento attiva subito gli incentivi per chi resta al lavoro

Obiettivo, conferma, è «portare a 40 anni i contributi dal 2008» mentre «da subito partono incentivi e fondi pensione». Intanto Maroni, all'adunata leghista di Venezia, giura che la riforma non solo non farà cassa pescando nelle tasche di chi ha contribuito, ma da subito colpirà «sprechi e privilegi non più giustificabili». In attesa di vedere i contenuti (martedì è previsto l'incontro governo-parti sociali su pensioni e finanziaria) i sindacati restano sul piede di guerra e ventilano lo sciopero generale. La riforma dovrebbe essere attivata con una modifica alla delega-Maroni già da tempo all'esame del Parlamento e ferma da tempo per ricevere, appunto, le modifiche concordate. Le nuove norme diventerebbero operative in tempi molto brevi. Maroni al proposito ha detto recentemente che gli incentivi non tassati (32,7% in busta paga) per chi rinuncerà pensionarsi pur avendo raggiunto i requisiti, partiranno subito anche se non si farà in tempo renderli efficaci per la imminente finestra di pensionamento. La riforma delle pensioni è «fondamentale», dice Tremonti a Dubai nel corso di una conferenza stampa assieme al governatore della Banca d'Italia Fazio, e sottolinea che non si tratta solo di cambiare struttura dal 2008, ma anche di «fare il secondo pilastro, anche più importante. Da subito partono incentivi e fondi pensione». La riforma, spiega, «è sufficiente per modificare l'andamento della curva» della spesa pensionistica e «rende sostenibile la spesa per i primi 30 anni della "gobba" della riforma Dini». Fazio a questo punto dissentisce e dice al ministro: «Non credo che voi veniate a dire che è la riforma delle pensioni. Credo sia difficile dire facciamo la riforma». Tremonti replica spiegando i contenuti e la determinazione del governo a realizzate l'intervento, che probabilmente vedrà la luce attraverso la presentazione di un emendamento alla legge delega Maroni. Quindi a sua volta chiede al governatore un commento sull'obbiettivo dei 40anni. Una riforma che veda «dal 2008 40 anni di contributi va bene», approva Fazio, aggiungendo che ha un impatto anche a breve perché dà aspettative ai mercati. Quanto al ministro del Welfare, a Venezia dichiara che «la riforma delle pensioni sarà equa, non taglierà per fare cassa le prestazioni di chi ha lavorato per tanti anni pagando i contributi», ma invece, dice Maroni, da subito attuerà «tagli agli sprechi, tagli ai privilegi, tagli alle false pensioni di invalidità, tagli ai privilegi del pubblico impiego, tagli ai privilegi di chi non ha una pensione di 516 euro al mese ma 516 euro al giorno». D. T.

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