Politica

È RISSA SULLA GIUSTIZIA

La Lega «spara» su CasiniCentrodestra spaccato sull'indultino. An si schiera per il «no»

E il Carroccio ha deciso di mettere i classici «bastoni tra le ruote» all'approvazione del testo. Boicottaggio, prima, con l'iscrizione di praticamente tutti i deputati a parlare, una «reazione spontanea e sdegnata» ha motivato Giancarlo Pagliarini. Poi, la protesta: guidati dal capogruppo Alessandro Cè, mentre si esaminavano gli emendamenti all'articolo 1, una decina di deputati leghisti hanno inscenato una manifestazione in Aula con tanto di magliette bianche con su scritto, in verde, «Io sto con Abele» e «Caino sconti la pena». La seduta si è fatta allora tempestosa: il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha richiamato i leghisti più volte all'ordine, ha sospeso la seduta, poi ne ha espulsi cinque. Tra loro anche Cè. Immediate le polemiche. Il capogruppo dell'Udc Luca Volontè ha definito le proteste come «buffonate indegne per chi è in Parlamento», Cesare Rizzi (Lega) è intervenuto dandogli dell'imbecille, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi ha plaudito a Casini, che «ha fatto bene, il Parlamento è il luogo del dibattito e del confronto e quindi tutti gli atteggiamenti che ledono questi principi sono censurabili». E Cè non si è placato. Anzi: ha criticato Casini per la scelta di non ammettere moltissimi emendamenti della Lega, ma ha anche negato che questo nuovo scontro possa avvicinare la crisi di Governo («non esageriamo - ha detto - l'ultima cosa che vogliamo è fare favori alla sinistra»). E una frecciata è arrivata da Alleanza nazionale: «An non ha bisogno di fare la faccia feroce sull'indultino. Chi decide la sorte del provvedimento è An, che ha i numeri per essere determinante sull'esito del voto. Ma non abbiamo intenzione, come fa altro gruppo della maggioranza, di ricorrere ad atteggiamenti propagandistici o plateali per affermare il nostro no». Lo scontro sulla giustizia è sempre più acceso. Anche sul ddl della Lega per la separazione delle carriere dei magistrati la maggioranza è spaccata. Giuseppe Gargani, responsabile Giustizia di Forza Italia, ritiene difficile una possibilità del genere; Luigi Bobbio, di Alleanza nazionale, dice no tout court alla proposta leghista; il ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione (Udc) replica che «sulla giustizia ci sono linee non concordate» e si dice perciò fortemente perplesso. E. M.

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