Martedì in Senato comincia il suo iter in commissione Lavoro la parte di delega confluita nel ddl 848-bis. Gli emendamenti presentati sono circa 600. Nel frattempo Nel frattempo si avvicina l'appuntamento del 15 giugno, quando si voterà sul referendum sostenuto dal Prc, che punta ad allargare le garanzie dell'art. 18 anche alle imprese con meno di di 15 lavoratori e sul quale le sinistre sono divise. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, sul passaggio parlamentare della riforma dice di essere «assolutamente tranquillo» anche perché la proposta in esame non è SOLO «la proposta del Governo», ma anche quella «di 36 parti sociali fatta eccezione la Cgil». Ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha «avvertito» Maroni che se i sindacati non saranno ricevuti, «non potremo restare fermi altrimenti saremo forze che non incidono». Il ministro ha risposto che «sul tema del lavoro ho sempre ricevuto tutti. Forse è la Cgil che ha qualche problema nei miei confronti e nei confronti del governo». In Senato le posizioni tra maggioranza ed opposizione restano opposte esattamente come quando si affrontò il tema nella prima versione della delega. La maggioranza punta ad andare avanti «serenamente» ed a licenziare il provvedimento «se possibile» prima dell'estate per poi spedirlo alla Camera in seconda lettura, dall'opposizione piovono proposte di modifica che con diverse gradazioni puntano a bloccare o a modificare radicalmente la proposta del Governo». La Margherita spiega l'ex ministro Tiziano Treu, punta a sopprimere qualunque modifica all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e a rafforzare contemporaneamente la parte della delega che riguarda gli ammortizzatori sociali. «Chiediamo — dice — l'estensione degli ammortizzatori alle piccole imprese che è la vera risposta al referendum e l'estensione ai Co.Co.Co. e agli atipici». Quanto al referendum del 15 giugno, «si aspetta per vedere cosa accadrà. Noi — aggiunge Treu — ribadiamo che il referendum è sbagliato e vedremo più avanti come muoverci per contrastarlo». Di tutt'altro avviso il presidente della Commissione Lavoro, Tomaso Zanoletti (Udc): «Procederemo a ritmo normale e martedì prossimo riapriremo la discussione essendo nel frattempo cambiate molte cose. ma non aspettiamo l'esito del referendum sennò andiamo a finire troppo in là e invece abbiamo ad esempio il problema degli ammortizzatori che è molto importante». Zanoletti ha aggiunto che attualmente l'opposizione non ha un atteggiamento particolarmente «collaborativo» ma che conta in ogni caso di riuscire a chiudere l'esame a Palazzo Madama entro l'estate. Contro il referendum, infine, il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, ieri ha detto che le forze politiche e sociali che ritengono «dannosa la vittoria del referendum sull' estensione dell' art. 18 dello Statuto dei lavoratori alle imprese con meno di 16 dipendenti» dovrebbero «dialogare per definire insieme i modi con i quali evitare che questo avvenga», e lavorare per «l'insuccesso del quesito referendario». D. T.
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