Circa 23 miliardi messi a terra per la scuola, tra fondi nazionali e risorse del Pnrr. Questo il dato sciorinato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante una conferenza stampa. «Complessivamente abbiamo investito 17 miliardi di risorse PNRR e 5,7 miliardi di risorse nazionali, quindi quasi 23 miliardi. Su questi 23 miliardi, un quarto sono risorse nazionali», ha detto Valditara. «Si tratta di risultati che vanno al di là delle più ottimistiche previsioni, e non posso che complimentarmi con la nostra struttura, con gli enti locali, con le scuole, con tutti coloro che hanno collaborato al successo di questo piano di investimenti e di investimenti materiali, infrastrutturali, ma anche di investimenti educativi, culturali, nella nostra scuola, nella scuola italiana», ha spiegato il ministro. Che poi si è tolto qualche sassolino dalla scarpa:«Sono risultati veramente straordinari, al di là di ogni aspettativa. E nonostante i tanti gufi, i tanti corvi che per mesi, per anni hanno continuato a sostenere: “Sono in ritardo, non raggiungeranno gli obiettivi”».
Nello specifico, ha dichiarato Valditara, per l’edilizia scolastica sono stati investiti «13 miliardi di euro, di cui 3,7 miliardi di fondi nazionali. Siamo intervenuti su 12091 edifici», con circa «il 30% delle scuole italiane che ha visto interventi di riqualificazione». Per quanto riguarda le scuole nuove «sono stati investiti 800 milioni di fondi Pnrr e 387 milioni di fondi nazionali aggiuntivi. Il target Pnrr era di 166 scuole nuove, abbiamo raggiunto un target di 215 nuove scuole», ha detto ancora il ministro. Per quanto riguarda la messa in sicurezza e la riqualificazione delle scuole, poi, «sono state investite risorse pari a 3,9 miliardi Pnrr, quindi 3 miliardi e 900 milioni, a cui sono stati aggiunti un miliardo e 600 milioni di fondi nazionali». Circa un terzo «sono soldi nazionali che provengono dal ministero: il target Pnrr era di 1.400 scuole messe in sicurezza o riqualificate, gli interventi conclusi sono 2.786», cioè «praticamente il doppio, e ci sono ulteriori interventi, grazie ai fondi nazionali, che sono ancora in corso di realizzazione». Infine, la dispersione scolastica è scesa al 7,3%, «quindi molto sotto il target PNRR, che era del 10,2». «Anche sulla formazione - ha concluso Valditara -siamo al di sopra della media europea» e «sulle assunzioni, anche qui un risultato molto importante: 206.000 assunzioni in 3 anni, di cui 157.000 docenti rispetto ai 70.000 rendicontati per il raggiungimento del target Pnrr».
