Inchiodati per uno zero virgola uno percento. L’atteso dato Istat sul rapporto Deficit/Pil nel 2025 conferma un indebitamento netto del -3,1%, uno 0,1 oltre il 3% fissato dal Patto di Stabilità. Il che significa che l’Italia non uscirà con un anno di anticipo rispetto al quadro programmatico dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come aveva sperato il governo. Ora la sinistra potrà festeggiare, dedicando una mezza giornata a ciò che le riesce meglio, criticare, ma almeno un pezzo della sua narrazione si scioglie come neve al sole. Dopo la palese inconsistenza della polemica su TeleMeloni, visto che dati alla mano trasmissioni e presenze televisive tra Rai, Mediaset e La7 non sono certo favorevoli al centrodestra, anche in questo caso le accuse di “regime” si rivelano per quello che sono: attacchi strumentali del tutto infondati.
Se le burocrazie statali e le agenzie governative fossero così accondiscendenti con il governo Meloni, se Palazzo Chigi avesse quella presa ferrea che suppongono le opposizioni, immaginiamo che si sarebbe potuto agevolmente far “tornare” i conti con un margine dello 0,1%. E invece no, il “regime” meloniano non dev’essere poi così terribile se l’Istat ha potuto compiere il suo dovere fino allo zero virgola. Se non c’è una TeleMeloni, non c’è nemmeno un “MelonIstat”. Nessun dramma, il rientro nel parametro è comunque previsto nel 2027, ma certo nemmeno alcun trattamento di favore. È evidente infatti che un’uscita anticipata di un anno dalla procedura di deficit eccessivo avrebbe potuto liberare non pochi miliardi di euro che in sede di Legge di Bilancio il governo avrebbe potuto destinare a finanziare le sue politiche, mentre ora avrà margini piuttosto limitati per interventi espansivi.
Chi alludeva a qualche trucchetto contabile per una manovra “elettorale” è stato smentito. Quindi lo spin è virato sul fallimento dell’obiettivo, ma si dovrebbe ricordare che quando il governo è entrato in carica, nell’ottobre 2022, partivamo dall’8% di deficit sul Pil e che i mercati continuano a premiare la stabilità finanziaria e la prudenza fiscale del governo italiano.
