C’è un rito che va in scena ogni anno, puntuale come le previsioni del tempo (che fa): la riapertura del salotto buono della domenica sera targato Fabio Fazio, il luogo dove la sinistra italiana si ritrova per commentare, commuoversi e applaudire senza il fastidio di un contraddittorio vero. E quest’anno, manco a dirlo, la padrona di casa della seconda puntata in onda domenica 18 ottobre sarà il nuovo feticcio dem: Silvia Salis, sindaca di Genova, salita alla ribalta nazionale con la velocità di chi ha fatto sport ad alto livello prima di scoprire la politica. Salis arriverà nel salottino di Fazio con un libro in uscita due giorni dopo, “È già domani” (Feltrinelli) — titolo che strizza l’occhio neanche troppo velatamente a “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, giusto per restare in perfetta sintonia col circoletto buono — e con un curriculum mediatico da far invidia: copertina di Vanity Fair, concerto in piazza che ha fatto discutere, e un profilo pubblico costruito con la cura di chi sa esattamente cosa sta facendo. E qui viene il bello, perché a costruirlo con lei c’è un signore che di comunicazione se ne intende parecchio: Marco Agnoletti, fiorentino, fondatore di Jump Comunicazione, già spin doctor di Matteo Renzi (di cui fu anche portavoce) e regista della comunicazione televisiva di amministratori del centrosinistra come Stefano Bonaccini, Eugenio Giani e Michele De Pascale. Fin qui, la normale amministrazione del renzismo che non muore mai, malgrado i consensi di Italia Viva ristagnino da anni sul 2%. Il dettaglio succulento è però un altro: tra i clienti storici di Jump Communication, l’agenzia di Agnoletti, figura anche lui, proprio lui: Fabio Fazio. Sì, avete letto bene: la stessa società che cura l’immagine della sindaca ospite cura anche l’immagine del conduttore che la ospita. Un cortocircuito perfetto cui ci ha abituati il salottino della domenica sera ove da anni regna l’eminenza grigia Beppe Caschetto, potentissimo agente di Fazio, di Luciana Littizzetto e di vari ospiti più o meno ricorrenti di Che tempo che fa. Quel Caschetto per cui prima lavorava il già citato Agnoletti.
Un salottino che ha una sua liturgia consolidata: il tavolo ovale, gli sguardi complici, le domande morbide come un divano Chesterfield, e ospiti che quasi mai escono dallo studio con qualche graffio in più di quelli con cui sono entrati. Salis s’inserisce perfettamente in questa cornice: figura in ascesa, comunicazione studiata nei minimi dettagli, e un pubblico già pronto a esibirsi nel consueto siparietto da standing ovation. Il quadro, del resto, rientra in un disegno più ampio che qualcuno ha già ribattezzato “l’operazione Salis”, di cui fa parte anche una serie di ultimissimi sondaggi piuttosto peculiari. In essi la sindaca di Genova risulta graditissima all’opinione pubblica come eventuale leader del Campo Largo e persino quale nuova segretaria del Pd, con enorme gioia di Elly Schlein, bastonata tanto fuori quanto dentro il suo stesso partito.
Un’operazione che parte da lontano: si ricorderà, qualche mese fa, la strombazzatissima copertina di Vanity Fair che ha fatto discutere per la quantità di filtri bellezza impiegati per levigare ulteriormente la già ultrapatinata sindaca genovese, e che fa bella mostra di sé anche sul sito del Jump. Insomma, tutto pronto per l’ennesima puntata di Che tempo che fa in cui il confine tra intervista politica, presentazione editoriale e debutto di campagna elettorale si farà, come sempre, sottilissimo. E chissà se qualcuno, nel salotto più accogliente della tv italiana, troverà il tempo — è proprio il caso di dirlo — per fare qualche domanda scomoda. Ma sarebbe chiedere troppo a un salottino che di scomodo, in fondo, pare non avere neanche lo schienale.
