“Lui non c’entra. Secondo me sta coprendo qualcuno”. A sostenerlo, nell’intervista concessa a Filorosso, è Adriana Linhares De Lucena, già legata a Valter Lavitola. Nel corso della puntata condotta da Antonino Monteleone, andata ieri sera su Rai 3, la donna ha ripercorso alcuni momenti della vicenda, riferendo colloqui e ribadendo la propria convinzione sull’estraneità di Lavitola alle accuse sull’attentato a Sigfrido Ranucci. “Io so tante cose perché stavo tutti i giorni con Valter”, ha detto la donna nel corso dell’intervista realizzata da Moreno Pisto. “La mia opinione personale? Io so che Valter non c’entra - ha aggiunto - Poi ho le prove. Ho tutto qui. Lui sta ripetendo la cosa di Berlusconi. Se tu studi la sua storia si è preso la responsabilità per non mandare Berlusconi in carcere. Sta ripetendo la stessa cosa”. Adriana Linhares De Lucena ha spiegato di aver chiesto a Lavitola ”perché stai facendo questa cosa, che hai già fatto con Berlusconi? Sai che poi lui ti ha mollato no? Io l’ho pregato. Sono andata in carcere a trovarlo. Gli ho detto: ‘Dì la verità, fregatene di tutti quanti; degli amici, dei nemici… Salva la tua pelle. Punto e basta’”. La donna ha spiegato che Lavitola avrebbe provato a scriverle un biglietto ma lei ha rifiutato. ”Lui aveva un libretto”, ha detto, ”ha fatto così per scrivere perché non poteva parlare, e io gli ho detto: non scrivere niente perché poi questo foglio uscirà da qua. Io non voglio problemi”. Adriana Linhares De Lucena ha poi spiegato che ”a me Ranucci non è mai stato simpatico. Io penso che loro avevano degli accordi, ma che Ranucci è vittima assolutamente no”.
“Io non sono il prestanome di nessuno. Io non sono mai stato socio di una società con mio padre”. A sostenerlo, in un altro servizio andato in onda a Filorosso, è Giuseppe Lavitola, figlio di Valter. L’uomo ha risposto alle dichiarazioni di Benjamin Chimutengo, il socio africano di Valter Lavitola, secondo cui il figlio Giuseppe sarebbe stato un prestanome. “Io non sono stato amministratore di una sua società - ha detto Giuseppe Lavitola - Chimutengo sì. E quindi scusate, il prestanome sarei io? Se necessario mi tutelo nelle sedi opportune”. Giuseppe Lavitola ammette di ”aver collaborato a quel progetto” sul carbon credit ma di aver ”fatto un passo indietro ben prima di quanto lo abbia fatto Chimutengo. L’ho fatto per delle mie ragioni personali che non penso di dover giustificare. Questo dalla primavera del 2025. Se tu mi trovi una società diversa da quella di cui io sono pubblicamente, candidamente socio e amministratore io ti dico che hai ragione. Ma non la troverai mai”. Giuseppe Lavitola non commenta invece un documento che porterebbe la sua firma registrato nell’ufficio di Future Awaits Holdings. ”Se i magistrati avranno voglia di sentirmi”, ha proseguito, ”non ho alcun problema, perché non sono stato il prestanome di nessuno. Non ho niente da nascondere”.
