Violenza organizzata in piazza, saccheggi e cosiddetti “maranza” scatenati nelle strade di Milano e di altre città italiane. È stato questo il tema di “Dritto e rovescio”, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4, andato in onda ieri sera.
Il confronto in studio è sfociato in un botta e risposta tra il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone e Lorenzo Pacini, assessore del Pd al Municipio 1 di Milano e candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco. Tra gli ospiti c’era anche Giuliano Granato di Potere al Popolo.
Capezzone ha rivolto un affondo agli altri due ospiti. “La sinistra oggi, mi spiace amici, ha, avete, un problema con la violenza”, ha detto. Poi ha ricordato il dibattito appena concluso: “Abbiamo discusso prima per venti minuti, non siete riusciti a dire parole chiare e vere”. E ha aggiunto che “la gente sa guardare negli occhi e sa distinguere”.
Il direttore ha messo in guardia dal rischio che la tensione nelle strade si trasformi in qualcosa di più grave. “Io spero tanto di sbagliare, ma c’è qualcuno che cerca l’incidente grosso”, ha continuato. Secondo lui c’è chi cerca il “fallo di reazione delle forze dell’ordine”, chi “cerca il sangue per buttarlo addosso alla polizia, ai carabinieri”. E ha avvertito: “State molto attenti, questi calcoli cinici sono pericolosissimi”.
Poi ha scelto due metafore. Qualche “maestrino di sinistra”, ha spiegato, pensa “di cavalcare la tigre della violenza, ma è la tigre che guida”. E ancora: “Voi non siete tassisti, siete taxi della violenza, non siete guidatori di autobus, siete l’autobus della violenza”.
Secondo Capezzone chi pensa di cavalcare quella tensione finirà travolto: “Vi usano e vi butteranno via, perché gli islamisti sono molto peggio anche della peggiore sinistra, perché agli estremisti sembrate poco anche voi”. L’ultimo avvertimento era rivolto a chi punta a Palazzo Chigi: “State molto attenti, in particolare voi che dite, e io spero di no, di voler governare il Paese”.
Pacini ha risposto spostando l’attenzione sulle responsabilità dell’esecutivo. “Da quattro anni il governo invece non fa nulla, cos’è più grave?”, ha detto. Per l’esponente dem “l’unico filo rosso qui è il disagio che è creato dall’alto, perché le persone devono mangiare, devono pagare l’affitto, devono pagare le bollette”.
Le interruzioni di Capezzone hanno acceso lo scambio. “Ma non si può finire un discorso, capisci?”, ha protestato Pacini. Poi, con una battuta rivolta al direttore: “L’unico pericolo sei tu che non mi fai finire un discorso, ma pericolo per la mia salute mentale, non altro”. Ha insistito: “Fammi finire questa frase, veramente. Il pericolo è un governo che non risponde”. Alla fine ha ceduto: “Capezzone guarda, io rinuncio, lascio la parola a Giuliano Granato”.
È intervenuto allora Del Debbio: “Pacini, Pacini, tiri in fondo il discorso”. L’esponente dem ha riassunto così la sua tesi: “L’emergenza qui è sociale, e la violenza scaturisce perché c’è disagio sociale, le persone non arrivano a fine mese”. “E quindi spacchi tutto? E uno che si alza la mattina” per andare a lavorare “è scemo?”, ribatte Capezzone.
