“Dove sono le femministe?”. Giuseppe Cruciani parte da qui, ospite di Mario Giordano a “Fuori dal coro” su Rete 4, per denunciare il silenzio sulle donne sottomesse nelle comunità islamiche in Italia. Matrimoni combinati, imposizioni sull’abbigliamento, controllo della sessualità. Per il conduttore de “La Zanzara” nessuno scende in piazza.
“Ogni volta gridano al patriarcato – ha detto Cruciani – e non mi sembra che in casi come questi ci siano delle mobilitazioni, nella pur progressista Emilia-Romagna. Non c’è nessuna mobilitazione per queste donne”. Poi la stoccata: “Evidentemente queste donne non fanno parte di quelle che possono essere protette dalle manifestazioni femministe”.
Il secondo punto, ha precisato rivolgendosi al conduttore, dovrebbe essere un principio condiviso da tutti: “Ogni donna, a prescindere dalla religione, può vivere la sua sessualità e il suo abbigliamento esattamente come vuole. Non ci deve essere nessuno che imponga nulla”.
Infine, il passaggio più duro, riferito alle dichiarazioni di un uomo, Mustafa, protagonista del servizio mandato in onda: “Mi stupisco che questo signore sia ancora in Italia. Non so se è italiano, se ha la doppia cittadinanza, però sicuramente, se è marocchino, andrebbe prelevato immediatamente per le cose che dice e riportato in Marocco”.
Giordano ha raccolto la provocazione: “Ogni tanto qualcuno riusciamo a farlo espellere, speriamo”. E ha rilanciato con un dato proprio sull’Emilia-Romagna citata dal suo ospite: nell’ultimo anno, ha ricordato, sono state 58 le donne che nella regione hanno denunciato nozze combinate. “Solo in Emilia, più di una a settimana”.
Il nodo sollevato in studio resta aperto: quello di una libertà femminile che, nelle parole di Cruciani, non può avere confini religiosi né culturali. E di una sensibilità pubblica che, a suo dire, sembra accendersi a intermittenza.
