Secondo quanto riferito dal New York Times, i colloqui fra l’amministrazione Trump e la Russia di Putin per porre fine alla guerra in Ucraina si sono ampliati fino a comprendere un accordo petrolifero miliardario.
Per le fonti del quotidiano statunitense, l’accordo riguarda un vasto insieme di giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo di proprietà della società energetica russa “Lukoil”.
Il principale gruppo interessato all’acquisizione comprende un investitore americano - Todd Boehly, che ha donato 2 milioni di dollari alle iniziative politiche del presidente Trump - poi due gruppi mediorientali che hanno fatto affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff e infine una struttura dello stesso governo statunitense. Non c’è comunque alcuna indicazione che Kushner o Witkoff possano trarre personalmente profitto dall’operazione.
Tuttavia, sottolinea il New York Times, l’accordo in fase di definizione rappresenta una notevole sovrapposizione tra rapporti d’affari personali e geopolitica, persino per un’amministrazione che ha regolarmente respinto le preoccupazioni riguardo a potenziali conflitti di interesse.
Secondo le fonti, Putin stesso avrebbe sollevato la questione dell’accordo durante l’incontro con i due emissari di Trump al Cremlino lo scorso 5 settembre. Lo Zar avrebbe proposto di portare a termine l’operazione come modo per dimostrare ai russi che è possibile fare affari con gli Stati Uniti.
