Venti di guerra

L’Estonia sposta le truppe al confine con la Russia. Mosca: “Monitoriamo la situazione”

L’Estonia sta avvicinando forze militari al confine con la Russia e acquisendo nuove armi con capacità di penetrazione in profondità, nel quadro di una riconfigurazione totale incentrata sulla “difesa attiva” - il termine introdotto nel Concetto di sicurezza nazionale lo scorso maggio - o anche su una “difesa avanzata”, in preparazione a una possibile aggressione limitata di Mosca, prevedibile nel momento in cui dovesse essere raggiunto un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina, con decine di migliaia di militari russi spostati in breve tempo per tale operazione, scrive il Financial Times. “Il nostro ministero della Difesa e altri servizi importanti hanno le necessarie capacità di intelligence per tenere sotto controllo e valutare in modo appropriato la situazione ai nostri confini”. Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato il ridispiegamento delle forze estoni più vicino al confine, anticipato dal Financial Times.

“Abbiamo temuto la guerra in Ucraina, ora temiamo che finisca”, ha riassunto una fonte militare estone. Tallinn non si sta preparando a una guerra su vasta scala contro un Paese Nato, perlomeno non nei prossimi due anni, ma a provocazioni, come lo sarebbe una incursione, insomma una estensione della guerra ibrida condotta fino a ora con droni ed esplosioni per mettere alla prova l’effettivo impiego dell’articolo 5 del Trattato nord atlantico.Il problema è che né l’Estonia, né la Nato hanno fino a ora esercitato in modo credibile deterrenza contro tali scenari. Ma la situazione sta cambiando. Tallinn si prepara per non concedere alla Russia, nel caso di una incursione a sorpresa, neanche un metro del suo territorio e anche ad attaccare obiettivi a centro chilometri di distanza in territorio russo, sin dal primo giorno di un eventuale attacco. “Dobbiamo iniziare dal confine e vincere la prima battaglia”, ha spiegato il colonnello al quotidiano britannico Tarmo Kundla, comandante della prima brigata estone, l’unità al cuore delle forze estoni. Quindi, i militari al suo comando si sposteranno in modo permanente da Tapa a Johvi, più a est, a soli 50 chilometri dal confine con la Russia, dove sono in via di costruzione basi per ospitare i militari. Un’altra nuova base, per un migliaio di soldati, è in via di costruzione a Narva, città al confine con la Russia, a 260chilometri da San Pietroburgo, quindi raggiungibile dai nuovi proiettili acquisiti dalle forze estoni, per 200 militari dislocati inmodo permanente e altri 800 in caso di crisi. Ed è proprio Narva, dovela maggioranza della popolazione è russofona, che i pianificatori di Tallinn prevedono una eventuale incursione a sorpresa delle forze di Mosca. Una operazione di nessun valore, se l’obiettivo è quello di conquistare l’Estonia, che si spiega invece nel quadro della provocazione, salto di qualità di una guerra ibrida già iniziata.

“La deterrenza non sta funzionando. Il periodo critico per affrontare questo problema, per tutti noi nei Baltici, è da uno a quattro anni”, ha aggiunto una fonte di alto grado dell’intelligence estone. Londra ha accolto i nuovi scenari e anticipato, per il prossimo aprile, l’aumento delle forze britanniche dispiegate in Estonia, da 800 a 1.200, e il dispiegamento dei droni con capacità di attacco a lungo raggio, 300 chilometri, Nyan. Le spese per la difesa dell’Estonia sono arrivate al 5,4 per cento del pil, con un aumento del 42 per cento quest’anno, a 2,4 miliardi di euro. Lo scorso anno, Tallinn ha firmato contratti per acquisire 9 lanciarazzi multipli americani Himars, missili balistici con gittata di 300 chilometri, 9 lanciatori sudcoreani Chunmoo con gittata simile. Quello che non aveva innescato l’annessione della Crimea e le operazioni nel Donbass, lo hanno fatto le intrusioni dei droni e gli altri incidenti ibridi attribuiti a Mosca. “Stiamo cambiando tutto. La pianificazione militare era rimasta la stessa negli ultimi dieci anni. Ma la Russia sta già pianificando di raddoppiare le sue forze al confine”, ha spiegato un pianificatore militare al ministero della Difesa. Dopo l’analisi dell’invasione su larga scala dell’Ucraina, e l’indifferenza all’incidenza delle vittime nei propri ranghi dei comandi russi, lo squilibrio delle forze in campo (i militari estoni sono 4.200, 230mila i riservisti ben addestrati, quasi un quinto della popolazione, 39.500 dei quali ad alta prontezza, dispiegabili entro qualche ora in unità con cui si sono addestrati, e 40mila pronti ma senza unità pre assegnate per il dispiegamento), Tallinn ha incentrato la nuova pianificazione sul principio del non perdere territorio, dal momento che in Ucraina le forze russe hanno dimostrato la loro determinazione a mantenere quanto conquistato anche a costi altissimi.“La sfida è enorme, dal punto di vista militare. Non possiamo affrontare il nemico ritirandoci o attirandoli in situazioni difficili. Dobbiamo costruire le linee da oggi. E’ difesa avanzata”.

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