Con circa il 57,3% delle urne scrutinate, i risultati delle elezioni legislative in Israele assegnano 55 seggi al blocco favorevole al primo ministro Benjamin Netanyahu e 49 alla coalizione di opposizione, guidata dall’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot.
Le forze di matrice araba Hadash-Ta’al e Ra’am otterrebbero invece gli altri 16 seggi.
Gli altri partiti sono al momento sotto la soglia di sbarramento del 3,25%: fra questi c’è quello dei riservisti (2,6%), poi People of Israel (1,7%) e CharediPublic (0,2%). I risultati, diffusi dalla Commissione elettorale, sono parziali e potranno cambiare con il proseguire dello spoglio.
“Il blocco della destra ha una maggioranza netta e decisiva tra i sionisti, tra gli ebrei e tra tutti coloro che sostengono lo Stato ebraico; questo è ciò che è emerso chiaramente”, ha detto Benjamin Netanyahu dopo le elezioni legislative di ieri in Israele.
Nel corso di un discorso pronunciato davanti ai suoi sostenitori, riuniti al quartier generale del Likud a Gerusalemme, il primo ministro ha parlato della prospettiva di formare un nuovo esecutivo.
“Ho detto, e lo ripeto, che dobbiamo formare un governo forte, nazionale e di destra. È questo che dobbiamo fare”, ha dichiarato Netanyahu.
Secondo il primo ministro, “è semplicemente vietato mettere in pericolo Israele e formare un governo che si regga sui partiti arabi antisionisti”. Partiti, ha aggiunto, “che si oppongono alla nostra stessa esistenza, che considerano Hamas un’organizzazione benefica e che definiscono i nostri soldati criminali di guerra”.
