L’Italia scende in piazza per le manifestazioni di protesta contro il caro vita e il riarmo indette dal sindacato Usb, che hanno riunito sotto gli stessi slogan anche gli studenti. Una giornata che, alla luce dei disordini degli ultimi fine settimana, è stata particolarmente monitorata dalle forze dell’ordine, che hanno predisposto un imponente piano di sicurezza per arginare eventuali episodi di saccheggio e violenza. Episodi che si sono comunque verificati, in particolare a Torino e a Roma.
Nel capoluogo piemontese sono state azionate le idranti e sono partite le cariche quando i manifestanti sono arrivati in piazza Castello, dopo una lunga mattinata trascorsa in strada. Il corteo degli studenti è quindi tornato nel cuore della città, presidiato dagli agenti in tenuta antisommossa, in particolare davanti alla Prefettura.
Momenti di tensione e cariche anche nella Capitale. In mattinata la manifestazione si è snodata per le vie di Roma, raggiungendo il Colosseo, dove sono state montate alcune tende. Nel primo pomeriggio si sono verificati i primi scontri in via Claudia, al Celio, davanti al Colosseo, con il lancio di oggetti e bottiglie contro la polizia da parte di un gruppo di manifestanti che si è staccato dal corteo principale al termine della manifestazione dell’Usb.
Tensioni e scontri anche all’altezza di Ponte Sisto, dove alcune centinaia di manifestanti, diretti in corteo attraverso le vie di Trastevere e al grido di “Andiamo al Parlamento”, hanno trovato un blocco della polizia in assetto antisommossa. Dopo aver gridato più volte “Fateci passare”, hanno tentato comunque di superare lo sbarramento per dirigersi verso il centro, ma gli agenti li hanno bloccati e respinti.
Piazza Montecitorio, dove si trova l’ingresso principale della Camera, e piazza Colonna, sede di Palazzo Chigi, sono state chiuse al pubblico e presidiate dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Otto persone sono state fermate perché avrebbero tentato più volte di superare i cordoni di sicurezza per avvicinarsi agli edifici delle istituzioni.
Nessuna tensione, invece, a Milano, teatro dei disordini e dei saccheggi del 17 e 18 ottobre. I manifestanti sono riusciti a bloccare la Tangenziale Est per quasi tre ore. Situazione analoga a Bologna, dove il corteo ha prima attraversato le strade della città per poi immettersi in tangenziale.
Una giornata “perfettamente riuscita”, secondo quanto riferito dall’Usb, che parla di oltre un milione e mezzo di partecipanti nelle diverse piazze italiane.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha elogiato il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella gestione delle manifestazioni di protesta che si sono svolte oggi in diverse città italiane, alcune delle quali segnate da scontri e tensioni.
“Oggi, ancora una volta, va riconosciuta la competenza e la professionalità con cui le nostre Forze dell’ordine hanno saputo gestire decine di manifestazioni nelle principali città del Paese. A dimostrazione che la sicurezza deve essere perseguita come presidio fondamentale per garantire l’esercizio di ogni libertà. Tutti i dispositivi messi in campo si sono distinti per equilibrio ed efficacia: qualità che hanno permesso di tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello di manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze”, ha affermato Piantedosi sui social.
“Un pensiero di vicinanza e un augurio di pronta guarigione va agli operatori rimasti feriti. Le aggressioni che hanno subìto rappresentano un attacco all’intera comunità e i responsabili ne risponderanno”, ha aggiunto il ministro.
“A tutte le donne e gli uomini in divisa che, con dedizione e spirito di servizio, hanno garantito l’ordine pubblico, e alle autorità di pubblica sicurezza impegnate in una complessa ed infaticabile attività di coordinamento, va la gratitudine e il riconoscimento unanime delle Istituzioni”, ha concluso.
