IL GIALLO

Verona, infermiere arrestato due anni dopo la morte della moglie: “L’ha uccisa con l’insulina”

Avrebbe cagionato la morte della moglie somministrando insulina per via endovenosa, al di là di ogni finalità terapeutica, prima in casa e poi in ospedale. È l’accusa nei confronti di un infermiere, N.R. (le iniziali del nome), 35 anni, arrestato questa mattina a Verona. La coniuge, Jessica Dalla Chiara, è deceduta il 24 giugno del 2024 a seguito di un arresto cardiaco provocato da una grave quanto inspiegabile crisi ipoglicemica. Il marito, al quale gli investigatori contestano il reato di omicidio, avrebbe incassato una polizza assicurativa sulla vita che la donna, madre di una bimba di due anni e mezzo, aveva stipulato due anni prima di morire. Lo riporta il sito web del quotidiano L’Arena.

La ricostruzione

Il suo calvario della 35enne era iniziato a maggio del 2024 quando, dopo un malore, era stata ricoverata per un mese all’ospedale scaligero di Borgo Trento. Durante il lungo periodo di degenza, la donna aveva avuto alcune crisi ipoglicemiche, senza però che i medici riuscissero a individuare la causa. Dimessa dall’ospedale il 21 giugno, Jessica Dalla Chiara aveva avuto un altro episodio, poi rivelatosi fatale, la notte del 24 giugno, mentre si trovava nella sua abitazione di Bussolengo. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 27 giugno 2024, il marito aveva raccontato di aver tentato invano di rianimarla: “L’ambulanza è arrivata immediatamente. Prima io e poi i soccorritori le abbiamo tentate tutte per evitare il peggio: massaggio cardiaco ininterrotto per un’ora e adrenalina. Nulla è valso a far ripartire il cuore… Ci siamo dovuti arrendere”.

Le indagini

I dettagli dell’inchiesta per omicidio, coordinata dalla procura di Verona, non sono ancora noti. Secondo l’ipotesi accusatoria, N.R. avrebbe somministrato deliberatamente alla moglie insulina per via endovenosa (con flebo ndr), cioè in assenza di prescrizione medica. La sostanza, abbassando in modo repentino i livelli di glucosio nel sangue, avrebbe provocato le gravi e ripetute crisi ipoglicemiche, compromettendo il quadro clinico della donna, fino al decesso. Il 35enne, difeso dagli avvocati Giacomo Giulianelli e Davide Lovato, si trova in carcere da questa mattina. “Ho perso il mio unico grande amore, ora vivrò per la piccola Aurora, la nostra bimba di due anni e mezzo”, aveva dichiarato nell’intervista al quotidiano di via Solferino.

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