È fissata al prossimo 12 novembre l’udienza preliminare per Mohammed Hannoun, il presidente della Associazione Palestinesi in Italia accusato di reati legati al terrorismo fra cui quello di finanziamento ad Hamas tramite una rete di associazioni benefiche. Il processo, in cui si costituiranno parte civile sia lo Stato italiano sia quello di Israele, si inserisce nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Genova.
Oltre a Hannoun, sono imputati anche Riyad Albustanji, Yaser Elasaly, Ra’ed Dawoud, Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa e Khalil Abu Deiah. Secondo i pm Luca Monteverde e Marco Zocco, i sei uomini avrebbero finanziato Hamas attraverso le associazioni “Benefica di Solidarietà col Popolo Palestinese”, “Abspp Odv” e “La Cupola d’Oro”, raccogliendo complessivamente 18.150.230,13 euro che sarebbero entrati nella disponibilità dell’organizzazione terroristica. Il denaro, secondo l’accusa, sarebbe stato utilizzato anche attraverso trasferimenti diretti o indiretti a esponenti di Hamas operanti all’estero e ad associazioni collegate o controllate dall’organizzazione, oltre che per il sostentamento dei familiari di persone coinvolte in attentati o detenute per reati terroristici.
Tra gli imputati, Hannoun è indicato dalla Procura come membro del comparto estero di Hamas e vertice della cellula italiana. Secondo l’accusa avrebbe coordinato la raccolta dei fondi e destinato direttamente o indirettamente a esponenti e strutture di Hamas circa 7,2 milioni di euro, pari a circa il 71% delle somme raccolte, tra il 2001 e il 2025. G
li altri cinque imputati sono accusati, con ruoli differenti, di avere partecipato alla raccolta, gestione e trasferimento dei fondi. Per Khalil Abu Deiah, in particolare, la Procura contesta l’apertura di nuovi conti correnti attraverso i qualisarebbero state movimentate somme per diversi milioni di euro, dopo i blocchi disposti dal circuito finanziario.
