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Toghe in trincea per la giudice che ha liberato Youssef: “pratica di tutela” in Csm

E Matteo Salvini attacca: “Non so quanto un giudice pro-Pal può essere mentalmente libero nel giudicare qualcuno accusato di istigazione a delinquere con finalità terroristiche”

Si muovono le toghe in difesa della giudiche che ha scarcerato Youssef Siher, criticata dalla premier Giorgia Meloni e dalla maggioranza. Rilievi che hanno scatenato la reazione dell’Anm e della sinistra. L’ultimo capitolo è quello del Consiglio superiore della magistratura che alza gli scudi in difesa della gip del tribunale di Milano Tiziana Landoni, che non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, la presunta mente del Movimento 17 ottobre.

Ebbene, i consiglieri togati del Csm, tutti tranne quelli appartenenti a “Magistratura indipendente”, insieme ad alcuni laici hanno chiesto l’apertura di una “pratica a tutela” di Landoni.

Secondo i promotori del documento, in sostanza, le critiche avanzate dal mondo politico alla magistrata rischiano di delegittimare la stessa funzione giurisdizionale. Con l’iniziativa, l’organo di autogoverno della magistratura intende inoltre riaffermare la sua indipendenza. Insomma, un riflesso automatico già visto in numerosi confronti tra magistrati e politica.

Intanto a partalre della giudice di Milano è il vicepremier, ministro e leader della Lega, Matteo Salvini: “Brutto segnale smentire una Procura. Non so quanto un giudice pro-Pal può essere mentalmente libero a giudicare qualcuno accusato di istigazione a delinquere con finalità terroristiche su finalità legate anche all’islamismo radicale. Ora aspettiamo la Procura di Milano: io mi fido”, ha detto il leghista in riferimento all’adesione della magistrata ad appelli pro Palestina.

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