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Spunta il manuale della “guerriglia sicura”. La prova di una regia della violenza

Il vademecum nella chat del Movimento 17 ottobre. La strategia delle devastazioni

Un vademecum per la “guerriglia sicura”, una “guida tascabile alle manifestazioni di piazza per principianti”, con “consigli pratici e informazioni utili su repressione e reazione collettiva”. Si intitola “Safer in the street” ed è il documento che circola nelle chat legate al Movimento 17 ottobre, accompagnato dall’invito a “stampare e condividere in piazza” queste informazioni. Il testo, noto da almeno un paio d’anni e “adottato” dai gruppi visti in azione a Milano, parte dalle situazioni che possono verificarsi prima ancora dell’inizio di una manifestazione: controlli, identificazioni e perquisizioni nelle strade, nelle stazioni ferroviarie e nei pressi delle uscite autostradali.

Ai partecipanti viene ricordata l’importanza di avere con sé un documento e vengono fornite indicazioni generali sui propri diritti in caso di controllo o accompagnamento in questura.

La “reazione collettiva”

Una parte consistente della guida è dedicata a quello che può accadere durante una manifestazione. Il capitolo sulla “reazione collettiva” invita a prestare attenzione a chi cade, viene ferito, ha difficoltà respiratorie o viene fermato, sottolineando i rischi legati al panico e agli spostamenti disordinati della folla. “Non scappare disordinatamente”, si legge nel testo, che invita a mantenere la calma e ad aiutare chi si trova in difficoltà.

Caschi e passamontagna

Poi ci sono i capitoli dedicati ai diversi strumenti di ordine pubblico: lacrimogeni, spray urticanti, idranti e manganelli. Questi ultimi “fanno molto male”, quindi “puoi proteggerti usando caschi da cantiere, protezioni da moto o skate”, suggerisce il vademecum, ma “potrebbero ostacolare la mobilità dei tuoi movimenti”. La guida descrive gli effetti delle sostanze irritanti e fornisce indicazioni generali per affrontare un’eventuale esposizione. “Conoscerne gli effetti è il modo migliore per disinnescare gran parte del loro potere repressivo”, si legge nella sezione dedicata ai lacrimogeni.

Fermi e arresti

Il documento dedica spazio anche all’eventualità di un arresto o di un fermo. Il messaggio è quello di conoscere i propri diritti, chiedere assistenza legale e non rendere dichiarazioni senza aver prima parlato con un avvocato. Tra le formule suggerite compare: “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. E l’invito è a mantenere la calma: “Cerca di mostrarti tranquill*”.

Non manca il capitolo sulla documentazione delle manifestazioni. Foto e video, si legge, possono essere importanti per ricostruire quanto accaduto e persino per difendere persone finite sotto processo, ma possono anche contribuire all’identificazione dei manifestanti. “Hai la responsabilità dei materiali che stai producendo”, avverte la guida, invitando a non riprendere chi non vuole essere filmato e a valutare con attenzione cosa pubblicare.

E ancora: “Stai attent* a come e a chi parli di eventuali movimenti caldi prima o durante la manifestazione” e che “le telefonate e i messaggi possono essere intercettati”.

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