«Mi dite cosa dovete fare?». Inveisce così una donna contro i poliziotti a Milano, due giorni dopo la guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco la città, quando l’area è ancora in parte in preda ai disordini.
Mentre gli agenti sono impegnati a fronteggiare un gruppo di giovani agitati, tra cui molti maranza, la donna prosegue: «Chiedetegli i documenti come si fa con le persone civili!». Lapidaria la risposta di un agente, diviso tra la volontà di rispondere alla passante e quello di gestire l’ordine pubblico: «Ieri sono stati civili?».
Ma la signora non molla: «Le sembrano quelli di ieri?». Non c’è stato il tempo di una risposta per spiegare che il compito della Polizia sia garantire l’ordine pubblico, a prescindere da chi tenta di minarlo.
Passa qualche secondo e una bomba carta scoppia a pochi passi da loro. La telecamera si sposta e, in quel fragore, scompare tutta l’ipocrisia dei passanti buonisti, spesso ignari del pericolo reale a cui le forze dell’ordine rispondono anche per la loro stessa difesa.