Doposcuola Cgil

Tutti a lezione di patrimoniale. Ma è bagarre sul nome della tassa

Landini s'inventa «il contributo di solidarietà» per mettere d'accordo Conte e Fratoianni. Ma i soliti renziani si distinguono dagli altri

La Cgil detta la linea al campo largo. Il programma dei progressisti, come già anticipato su queste colonne, viene deciso dall’Assemblea del sindacato guidato da Landini. I leader dell’opposizione, come nel migliore doposcuola, si riuniscono a Roma e apprendono dal maestro-segretario cosa è giusto perseverare o meglio “inserire” nella prossima agenda di governo. L’argomento all’ordine del giorno ovviamente è la solita patrimoniale. Nessuno, a parte i soliti centristi di Italia Viva, ha il coraggio di dissentire a riguardo. Il rischio è perdere “tessere fondamentali” in ottica primarie.

Scoppia, allora, la finta bagarre sul nome. A introdurre il tema e, dunque, accendere la miccia è il compagno Nicola Fratoianni. Il segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, dal palco del Teatro Brancaccio, ribadisce come «una tassazione sulle grandissime ricchezze» sia una «proposta di buonsenso». Quell’imposta, secondo le sue stime, libererebbe «nella migliore delle ipotesi 16, 18 milioni all’anno». Esorta, quindi, gli alleati ad «avere coraggio» per invertire la tendenza e vincere, altrimenti «si rischia di non farcela neanche stavolta».

Detto ciò, il primo a dissentire su tale posizione è l’avvocato del popolo, Giuseppe Conte. Il presidente del M5S sostiene che quanto proposto dai partner di coalizione «non funzioni». Allo stesso tempo, però, non chiude definitivamente la porta: «Parliamone», dice in chiusura del suo intervento, proponendo un «seminario» sull’argomento. Insomma, un furbo stratagemma per “annuire”, smarcandosi.

A quel punto, l’arguto Maurizione da Castelnovo ne’ Monti gli regala l’assist perfetto: «il contributo di solidarietà». Insomma, una sigla diversa per indicare il medesimo concetto. A svelare lo stratagemma è l’onestissimo Angelo Bonelli, che spiega come la precedente definizione creasse «terrore» e che, pertanto, fosse necessario modificarla.

Il primo ad applaudire Landini nella sua ultima genialata, d’altronde, è proprio l’ex premier, che così può accettare quanto già sposato dalla prima inquilina del Nazareno, Elly Schlein, la quale, ancora una volta, si conferma “allieva preferita” della più antica e rappresentativa associazione di categoria. «Bisogna tassare gli extraprofitti mostruosi», sottolinea, rivolgendo uno sguardo commosso al suo beniamino.

Sulla nuova denominazione si ritrova pure l’europeista Riccardo Magi, inizialmente scettico, che spiega di non aver mai avuto una «chiusura pregiudiziale» sull’argomento. Parla, infatti, di «micro-riforme» utili a cambiare lo status quo.

L’unica guastafeste resta Italia Viva. L’ex ministra Maria Elena Boschi, nella città eterna, ingaggia più di un semplice botta e risposta con la parte più estrema dell’opposizione: «Ho più di qualche semplice dubbio sulla patrimoniale». Durissimo, nel primo pomeriggio, era stato già il suo massimo riferimento, Matteo Renzi. Quest’ultimo, dagli studi di La7, aveva dichiarato di «non essere disponibile a entrare in Parlamento con i voti dei grillini». Per questo, bisognava distinguersi con un’agenda molto centrista e poco “rossa”.

Quest’ultima prevede più sicurezza e concretezza, oltre a un netto rifiuto di riciclare il passato. Il riferimento è probabilmente a quel reddito di cittadinanza, che il Movimento vorrebbe riproporre. Non è un caso che il governatore della Campania, Roberto Fico, abbia esortato gli amici di coalizione a ripartire dal vecchio progetto lanciato da Grillo, «comprendendone i limiti e migliorandolo». Come può, dunque, ritrovarsi in questa grande accozzaglia quel Matteo che, in ogni frangente e sede, ha criticato ogni forma di assistenzialismo?

Riproduzione riservata

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.