Gli attacchi hacker degli ultimi giorni in Europa “chiaramente devono preoccupare. Oggi non siamo in grado di dire se l’attacco al plasma in Francia, piuttosto che i finti allarmi bomba sugli aerei, piuttosto che l’aggressione nei confronti dei generi alimentari, siano tutti collegati. Però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere, diciamo, sotto attacco sono le infrastrutture civili”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo ai giornalisti a margine di Fieracavalli a Verona sull’ondata di minacce al traffico aereo e ai media, e le intrusioni informatiche in vari settori.
Continua Meloni: “Sono i beni alimentari, sono gli ospedali, può essere la sanità, sono i mezzi di trasporto. E questo riporta a un ragionamento che cerco di fare da diverso tempo: quando noi parliamo di spese di difesa e sicurezza in un tempo come questo, non stiamo parlando semplicemente di armi, stiamo parlando di mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini”.
La premier delinea le analogie degli attacchi e osserva come il concetto di sicurezza, oggi, siamo molto più ampio e vario rispetto al passato: “Perché quando degli hacker hanno tentato di modificare la temperatura dei frigoriferi che mantengono il sangue che serve per le trasfusioni, quel sangue è stato messo in sicurezza da un sistema che costa. Quando si paga per comprare quel sistema, è spesa di difesa o è spesa sanitaria? Quando ci dicono che le risorse sulla difesa e sulla sicurezza sono soldi che vengono tolti alla sanità o agli ospedali, si sta dicendo una stupidaggine, perché noi in questo tempo abbiamo bisogno di entrambi per mettere in sicurezza la salute e non solo dei cittadini”.
