Una lunga e movimentata audizione quella dell’allora ministro della Salute Roberto Speranza in Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid. Circa otto ore, con diverse interruzioni per il clima surriscaldato. Si parte infatti con lo scontro sulla trasparenza.
Lo scontro sui documenti
Al centro del contendere, i documenti citati da Speranza nella precedente riunione della Commissione presieduta dal senatore FdI Marco Lisei. “La Commissione - ha esordito la deputata FdI Alice Buonguerrieri - ha chiesto il deposito dei documenti e dei pareri citati nella scorsa audizione. La Commissione gli ha fatto richiesta formale di questi. A noi non è arrivato nulla. Io lo ritengo un fatto grave che gli italiani devono conoscere. È chiaro che non siamo stati messi in condizione di verificare. Mi chiedo dov’è finita la tanto decantata trasparenza dai governi di sinistra. Siamo a conoscenza del fatto che ai tempi ci sono state riunioni segrete in cui si decideva della vita degli italiani e ci sono stati verbali negati. Rilevo che questa è la trasparenza di chi ai tempi della pandemia ha governato l’Italia”.
Immediata la replica di Speranza: “Non vedo le ragioni della polemica, sono tutti studi di fonti aperte, pubblicati e sono tutti qui. Si vede che non ci sono proprio argomenti di merito”. “Io - ha aggiunto - continuo a sperare che questa Commissione possa avere un’utilità per il futuro del Paese. Sono ottimista”.
Scintille con Bignami
“State prendendo in giro gli italiani”, ha urlato, prima della sospensione, il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che in una nota ha poi scritto: “Anche oggi in Commissione Covid Roberto Speranza mente sapendo di mentire e continua a nascondere i dati e i documenti agli italiani, esattamente come faceva quando era ministro della Salute”.
“Dopo aver sventolato per sette ore nella scorsa seduta carte, tabelle e presunti pareri tecnici promettendo massima trasparenza, oggi Speranza - ha aggiunto Bignami - si è presentato in Aula senza aver depositato la documentazione che io stesso gli avevo formalmente ed espressamente richiesto a verbale, arrivando persino a negare che gli fosse stata chiesta e arrampicandosi sugli specchi con ridicoli cavilli burocratici tra ‘studi epidemiologici’ e ‘pareri’ sulla circolare Tachipirina e vigile attesa. È un atteggiamento inaccettabile che prende in giro il Parlamento e i cittadini, ma che purtroppo non ci sorprende: è lo stesso identico metodo opaco per il quale durante la pandemia noi di Fratelli d’Italia fummo costretti a citare in giudizio il ministro Speranza davanti al Tar del Lazio, che lo condannò obbligandolo a consegnare i documenti e i verbali che teneva segretati”.
“Ieri ci vollero i giudici amministrativi per costringerlo alla trasparenza, oggi rifiuta di consegnare le carte persino a una Commissione parlamentare d’inchiesta costringendo il presidente Lisei a sospendere la seduta: cosa nasconde ancora l’onorevole Speranza e di quale verità ha così tanta paura?”, ha detto ancora.
Pd e M5s in difesa dell’ex ministro
A difesa di Speranza, immediate le reazioni delle opposizioni: “Quanto sta accadendo ancora una volta in Commissione Covid è inaccettabile. I gravi e infamanti attacchi all’ex ministro della Salute Roberto Speranza, alimentati da cavilli e argomentazioni prive di fondamento scientifico, confermano l’uso strumentale che la maggioranza sta facendo di questa Commissione”, osserva Gian Antonio Girelli, deputato e vicepresidente Pd della Commissione.
Incalza il vicepresidente M5S Michele Gubitosa: “L’atteggiamento di Fratelli d’Italia nella commissione d’inchiesta sul Covid è ormai votato alla più squallida propaganda e alla caccia del momento perfetto per i social”.
FdI attacca: ha mentito
La seduta è stata sospesa più volte, le parole di Speranza hanno acceso le dichiarazioni infuocate di sostegno da parte dell’opposizione e di critica della maggioranza. “I contratti d’acquisto dei vaccini anti-Covid presentavano un allegato in cui si precisavano una serie di aspetti fondamentali. Anzitutto, che si sarebbe continuato a studiare e analizzare i vaccini e le relative componenti, poiché erano stati sviluppati in maniera molto rapida, dopo l’apertura della campagna vaccinale. Inoltre veniva messo nero su bianco che lo Stato membro che li acquistava riconosceva che gli effetti a lungo termine, gli effetti avversi e l’efficacia del vaccino non erano noti”, dichiara in una nota Buonguerrieri, capogruppo di FdI in Commissione Covid.
“Messo di fronte a questo fatto, oggi in Commissione Covid l’ex ministro Speranza non è stato in grado di dare spiegazioni sul motivo per cui, nonostante il governo Conte II avesse firmato questo documento per l’acquisto dei vaccini, raccontava ai cittadini italiani che si trattava di un prodotto sicuro ed efficace - si legge nella nota -. La verità è che Speranza ha mentito ai cittadini. Mentre pubblicamente rassicurava la popolazione sull’efficacia dei vaccini e sulla loro sicurezza, in realtà sapeva che nei documenti si attestava che non avevano alcuna certezza neppure in termini di efficacia. I cittadini sono stati sottoposti dunque a un trattamento sanitario, attraverso il ricatto del Green Pass, privandoli delle informazioni necessarie per svolgere una scelta consapevole”.
“Anche nella seconda giornata di audizione in Commissione Covid il castello autoassolutorio di Roberto Speranza è crollato miseramente di fronte all’evidenza dei fatti e delle carte. L’ex ministro della Salute si è presentato in Aula senza aver depositato i documenti, i dati e i pareri tecnici che aveva sventolato per sette ore nella scorsa seduta e che gli erano stati formalmente richiesti, arrivando ad arrampicarsi sugli specchi con ridicoli cavilli burocratici: lo stesso identico metodo opaco per il quale già durante la pandemia Fratelli d’Italia dovette ricorrere al Tar del Lazio e farlo condannare per costringerlo a desecretare gli atti nascosti dal suo Ministero. Messo di fronte a prove documentali schiaccianti, Speranza ha scelto ancora una volta la strada della fuga, dei monologhi fuori tema e dello scaricabarile”, dichiarano i parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.
