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la festa de il tempo

Stefano Lucchini: “IA come l’invenzione della stampa”

Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa: “Presenta grandi opportunità e qualche rovescio della medaglia”

«Essendo romano Il Tempo è sempre stato nella mia casa e in quella dei miei genitori». Tra gli ospiti della festa de Il Tempo a Palazzo Wedekind era presente anche Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo dal 2018. Romano, classe 1962, laureato in Economia alla Luiss. «Essendo romano Il Tempo è sempre stato nella mia casa e in quella dei miei genitori» ha ricordato.Da appassionato di archivi Lucchini ha voluto ricercare fra le carte di Intesa San Paolo se ci fosse qualcosa che legasse la banca al giornale. «Ho trovato una fitta corrispondenza fra il senatore Renato Angiolillo (fondatore de Il Tempo, ndr.) e Raffaele Mattioli (amministratore delegato e guida storico-morale della Banca Commerciale Italiana dal 1933 fino agli anni Sessanta)».

D’altronde la relazione fra l’istituto di credito e il giornale è lunga e produttiva.«In tanti momenti le strade di Intesa San Paolo e de Il Tempo si sono incrociati. Anche quando il quotidiano ha attraversato momenti di crisi la banca è sempre intervenuta».In un passaggio del suo intervento Lucchini ha parlato di Intelligenza artificiale, ricordando come le «nuove tecnologie» siano sempre portatrici di grandi cambiamenti, e quindi grandi opportunità, che però non esulano da risvolti della medaglia non sempre positivi. «Pensate cosa può essere stato quando un orefice di Magonza, che faceva il gioielliere, decise di incidere i caratteri mobili inventando la stampa. In quei 50 anni, dal 1450 al 1500, è successo di tutto».

Con la stampa finalmente le persone «potevano dare un’interpretazione personale dei testi che leggevano, mentre fino a quel momento dovevano accontentarsi di un’interpretazione altrui». Leggere la «Bibbia, Dante ha rappresentato una grande opportunità che però ha avuto il suo rovescio della medaglia: pensiamo all’indice dei libri proibiti».

Così l’intelligenza artificiale oggi ci sta «dando la possibilità di sconfiggere malattie come il cancro, ma il rovescio della medaglia è che magari molto spesso mancano le fonti». E pensare che già «nel 78 dopo Cristo in un libro come La storia naturale di Plinio citava già le fonti». Le fonti, in questo senso, non potranno che essere anche i giornali. Una speranza quindi per chi crede che, ancora una volta, la carta stampata riuscirà a sopravvivere alla sfida della modernità.

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