Il caso di Giovanni Ferri, per la cui morte ora si indaga per omicidio volontario, è stato al centro di un confronto a “Dentro la notizia”, il programma di Canale 5. In studio si è discusso dei possibili legami con l’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco, nel confronto tra l’avvocato Fabrizio Gallo e Carmelo Abbate.
La vicenda di Ferri è tornata all’attenzione della magistratura a distanza di sedici anni. L’88enne, ex meccanico in pensione, era stato trovato morto il 22 novembre 2010 all’interno di un’intercapedine in via Mulino, a Garlasco, con ferite alla gola e ai polsi. Accanto al corpo erano stati rinvenuti un coltello e un fazzoletto sporco di sangue. All’epoca il caso era stato archiviato come suicidio, ma la vedova, Gabriella Conti, non ha mai creduto a questa ricostruzione.
Il caso riaperto
Lo scorso settembre la donna, assistita dall’avvocato Gallo, ha presentato un esposto alla Procura di Pavia chiedendo di rivalutare gli elementi del caso. I magistrati hanno quindi aperto un nuovo fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Tra gli aspetti da chiarire ci sono proprio i reperti trovati accanto al cadavere e le circostanze della morte.
La vicenda è stata accostata al delitto di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Per quell’omicidio Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere e dopo l’apertura di nuove indagini è indagato Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Negli anni successivi al delitto sono circolate ipotesi su possibili collegamenti con altri decessi avvenuti nella zona, ma non sono emerse prove di un nesso diretto tra queste vicende. È in questo contesto che si inserisce il confronto televisivo.
La domanda sulle connessioni
In apertura è stato ricordato come la parola Garlasco richiami l’attenzione di tutti i media italiani. Da qui la domanda all’avvocato Gallo: potrebbero esserci connessioni tra il caso di Giovanni Ferri e l’omicidio di Chiara Poggi?
La posizione dell’avvocato Gallo
Gallo ha risposto che, “per correttezza”, non può dire se ci siano connessioni. Ha però parlato di “cose strane sulle quali la Procura sta indagando”: “Stessi uomini, stessi inquirenti, stessi errori, stessa procura, stesso medico legale che compiono quasi gli stessi errori compiuti per l’omicidio di Chiara Poggi”. E ha aggiunto: “Può essere suggestione? A mio avviso c’è qualcosa di più”.
Le parole del legale si riferiscono agli elementi che, a suo giudizio, meritano ulteriori approfondimenti. La riapertura del fascicolo su Ferri, tuttavia, non dimostra di per sé l’esistenza di un collegamento con il delitto del 2007: sarà l’attività investigativa a dover verificare eventuali punti di contatto.
La replica di Carmelo Abbate
In studio anche il giornalista Carmelo Abbate: “L’avvocato Gallo non può dirlo, lo dico io, nessuna connessione con l’omicidio di Chiara Poggi, te lo escludo nella maniera più assoluta”.
Poi ha rivolto un invito allo stesso Gallo. Se vuole dare un contributo alla verità sull’omicidio di Chiara Poggi, ha detto, convinca il suo assistito (in altre cause) l’avvocato Massimo Lovati, a dire la verità su quella che ha definito “una montagna di fesserie”. Si riferisce a quanto Lovati racconterebbe rispetto a ciò che accadde tra il 2016 e il 2017, “in quei tre, quattro mesi, che è un’altra questione”.
Il botta e risposta
Gallo ha precisato di non aver mai sostenuto che ci sia una connessione: “Non mettermi in bocca” parole non dette. Quanto a quelle che Abbate chiama “fesserie” di Lovati, per lui “non sono fesserie” e “non c’entrano nulla col caso Ferri”: “Sei un po’ fuori luogo”. Abbate ha ribattuto di non aver detto che sia Gallo a sostenere la connessione: “Sono io che sostengo che non c’è”. Gallo ha chiuso rimettendosi alla magistratura: “Lasciamolo dire alla Procura”.
