L’allerta per presunti casi di peste a Irkutsk, in Siberia, si sarebbe estesa a 5 ospedali messi in quarantena. Mentre l’agenzia russa Tass parla genericamente di “un insieme di misure speciali” pianificate e attuate “a seguito di un caso riguardante un dipendente dell’Istituto di ricerca sulla peste di Irkutsk per la Siberia e l’Estremo Oriente, a cui è stata diagnosticata una polmonite di eziologia sconosciuta”. La ricercatrice 28enne dell’Anti Plague Institute è morta per una polmonite di origine sconosciuta.
Intanto si rincorrono sul web le notizie relative al caso di Irkutsk, dove l’1 ottobre è morta la giovane che sembra essendosi contagiata dalla rottura di una provetta. Già ieri era emersa la notizia di una riunione straordinaria della commissione sanitaria ed antiepidemica, convocata dal governatore della regione Igor Kobzev, con la partecipazione di Anna Popova, capo del Rospotrebnadzor, l’agenzia russa per la tutela dei consumatori e la sicurezza sanitaria. Anna Popova è, di fatto, il numero uno nella sanità russa, essendo il Capo medico sanitario di Stato della Federazione Russa. Al momento, il Rospotrebnadzor avrebbe detto che la situazione sanitaria ed epidemiologica nella regione di Irkutsk “è stabile”. Ma sul web si rincorrono le voci di un tentativo di ‘insabbiamento’ delle notizie e della gravità della situazione dei contagi.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Tass, l’organismo di controllo ha chiarito che “ulteriori analisi sui campioni prelevati dalla paziente non hanno rilevato microrganismi associati alla sua attività professionale”. Smentendo così l’ipotesi di un contagio avvenuto dalla prima vittima per un incidente avvenuto in laboratorio. Del resto, non si fa riferimento a una vittima, ma solo “a un caso riguardante una dipendente dell’istituto di ricerca”.
In merito al possibile caso di peste in Siberia “l’agenzia con competenze in questo settore è Rospotrebnadzor e dovremmo fare affidamento sulle dichiarazioni ufficiali senza dare ascolto a voci, speculazioni e simili”. ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Rospotrebnadzor si avvale di professionisti altamente qualificati in questo campo”, ha aggiunto.
La Commissione Europea è “in contatto con l’Ecdc” e “monitora con molta attenzione” quanto sta avvenendo nella Siberia Centrale- Lo dice la portavoce per la Salute Eva Hrncirova, a Bruxelles.
Il batterio Yersinia pestis, responsabile della peste (bubbonica e polmonare), “è assente dall’Europa da circa 50 anni”, ricorda la portavoce, ed è “trattabile con antibiotici”. L’Ecdc, assicura, “ha i suoi canali per ottenere informazioni” sulla situazione in Siberia. Hrncirova sottolinea infine che una comunicazione “tempestiva e trasparente è essenziale” in casi come questi.
Cos’è la peste polmonare e come si cura
La peste polmonare che ha messo in allerta la Russia e l’Europa dopo la morte di una tecnica di laboratorio di 28 anni nella regione di Irkutsk, è la forma più grave di peste causata dal batterio Yersinia pestis. Questo batterio, infatti, può portare altre due forme di peste, quella bubbonica e quella setticemica. La peste bubbonica è la forma più comune di peste ed è causata dalla puntura di una pulce infetta. Il bacillo della peste, Yersinia pestis, penetra nell’organismo attraverso la puntura e si diffonde nel sistema linfatico fino al linfonodo più vicino, dove si replica. Il linfonodo si infiamma, si irrigidisce e diventa doloroso, assumendo la forma di un “bubbone”. Negli stadi avanzati dell’infezione, i linfonodi infiammati possono trasformarsi in piaghe aperte piene di pus. La trasmissione della peste bubbonica da uomo a uomo è rara.
La peste setticemica, invece, si manifesta quando Yersinia pestis si moltiplica rapidamente nel flusso sanguigno. Può svilupparsi a partire da qualsiasi altra forma di peste. Può portare a gravi complicazioni, tra cui insufficienza d’organo, danni ai tessuti, difficoltà respiratorie ed emorragie sottocutanee. La peste setticemica è fatale se non trattata.
Quanto alla peste polmonare, il quadro clinico non differisce da quello di polmoniti di altra origine; tuttavia, un decorso rapido e un’elevata letalità sono caratteristiche distintive. La peste polmonare può essere di due tipi: primaria quando il contagio deriva dall’inalazione del batterio, e secondaria quando una peste bubbonica evolve in peste polmonare.
L’esordio della peste polmonare è spesso improvviso con brividi, febbre, mal di testa, dolori muscolari, debolezza, vertigini e fastidio al torace. L’espettorato è inizialmente mucoso, sviluppa rapidamente tracce di sangue e poi diventa uniformemente rosa o rosso vivo e schiumoso. Chiunque sia affetto da peste polmonare può trasmettere la malattia ad altri esseri umani tramite particelle respiratorie. La peste polmonare non trattata, se non diagnosticata e curata precocemente, può essere fatale. Tuttavia, le probabilità di guarigione sono elevate se la malattia viene individuata e trattata con antibiotici in tempo (entro 24 ore dalla comparsa dei sintomi).
