Procedono a ritmo serrato le indagini relative all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina lo scorso Natale. Come anticipato dall’inviato di Dentro La Notizia, Vincenzo Rubano, ieri ci sarebbe stata l’audizione di un nuovo testimone in Questura a Campobasso. L’uomo “misterioso” avrebbe chiesto agli inquirenti “massima riservatezza”, ha precisato il giornalista, e sarebbe rimasto negli uffici della Squadra mobile per circa due ore. Secondo alcune indiscrezioni, si tratterebbe di un conoscente di un’amica della famiglia Di Vita, la cui testimonianza potrebbe rivelarsi utile per comporre l’intricato puzzle investigativo.
La borsa di Antonella
Al vaglio degli investigatori, coordinati dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, c’è una borsa “di colore blu” appartenuta ad Antonella Di Ielsi e rinvenuta nella nuova abitazione del marito Gianni Di Vita durante la perquisizione dello scorso lunedì. Stando a quanto emerso in queste ore, la donna era solita utilizzare proprio quella borsa per trasportare una delle due borracce finite sotto la lente degli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, cui sono state affidate le analisi scientifiche per la ricerca della ricina nei 70 alimenti sequestrati nella casa di famiglia a Pietracatella. Pertanto potrebbe averla portata con sé in ufficio - lavorava come consulente del lavoro nello studio del coniuge - nei giorni precedenti alla tragedia. L’obiettivo di chi indaga, infatti, è ricostruire le ultime ore di vita della 50enne.
L’analisi sui pc
Nel frattempo, oggi sarebbero iniziati gli accertamenti tecnici sui computer consegnati da Gianni Di Vita agli uomini della Mobile nei giorni scorsi. Lunedì, al termine delle perquisizioni, l’uomo si è recato in Questura per tre volte, probabilmente per gli adempimenti relativi alla redazione del verbale di sequestro. Il 52enne, che non è indagato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni al termine delle attività. Intanto dai verbali acquisiti agli atti del fascicolo per duplice omicidio premeditato, come anticipato dal Corriere della Sera, emergono nuovi dettagli. Il 27 dicembre scorso Gianni Di Vita sarebbe rimasto da solo in casa con la moglie per sei ore, mentre il fratello avrebbe accompagnato la figlia Sara al pronto soccorso. Alice, la primogenita della coppia, sarebbe rimasta accanto alla sorella fino alle ore 19, salvo poi rientrare a casa: “Ho trovato mamma e papà che stavano sul divano. - mette a verbale la ragazza il 5 gennaio - Entrambi deboli, ma mamma di più”. Intorno alle ore 21, Gianni si reca in ospedale e, poco dopo, i medici lo informano del decesso di Alice. Stesso tragico destino per Antonella, che morirà il giorno successivo.
