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Mafia, “calunnie per sviare le indagini sulle stragi”: chiesti 8 anni per Baiardo

La Procura di Firenze contesta all’ex gelataio di Omegna calunnia aggravata e favoreggiamento con l’aggravante mafiosa

Otto anni di reclusione per Salvatore Baiardo, considerato “megafono” dei boss mafiosi Giuseppe e Filippo Graviano: è la condanna chiesta dai pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio al termine della lunga requisitoria nel processo a carico dell’ex gelataio di Omegna, che si sta svolgendo al Tribunale di Firenze. Baiardo è imputato per calunnia continuata e aggravata e favoreggiamento personale, con l’aggravante dell’agevolazione dell’associazione mafiosa Cosa Nostra. Il procedimento riguarda, tra l’altro, le dichiarazioni contestate all’imputato nei confronti del giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti e dell’ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca, entrambi costituitisi parte civile.

Al centro del processo anche la vicenda della presunta fotografia che Baiardo avrebbe mostrato a Giletti nel luglio 2022, durante un incontro in un bar nel Milanese. Nell’immagine, secondo il racconto del giornalista, sarebbero comparsi un giovane Silvio Berlusconi, il generale dei carabinieri Francesco Delfino e un altro giovane indicato da Baiardo come Giuseppe Graviano. L’autenticità dello scatto non è mai stata accertata. Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda le dichiarazioni di Baiardo sul boss Matteo Messina Denaro, del quale nel novembre 2022 aveva ipotizzato un imminente arresto durante una puntata della trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, condotta da Giletti su La7. Il capomafia venne arrestato il 16 gennaio 2023.

Secondo l’impostazione accusatoria della Procura, le condotte contestate a Baiardo avrebbero contribuito a ostacolare anche gli accertamenti sui rapporti tra i fratelli Graviano, Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, con un presunto effetto di tutela degli interessi dell’organizzazione mafiosa. Mercoledì 4 novembre sono previste le repliche dei difensori, gli avvocati Roberto Ventrella e Luca Bellezza. Successivamente il collegio giudicante sarà chiamato a pronunciarsi. La sentenza potrebbe arrivare lo stesso giorno.

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