Gli attacchi informatici ai sistemi di raffreddamento dei supermercati stanno dilagando nel continente e appaiono ormai riconducibili a un’unica regia, sulla scia di quanto accaduto in Francia il 12 ottobre. Le indagini dovranno ora stabilire chi abbia commissionato le intrusioni e con quali modalità siano state condotte, così da prevenire nuovi episodi. Banchi frigo e congelatori hanno registrato temperature impazzite, fino a 50 gradi sopra lo zero, in punti vendita di Belgio, Svezia, Lussemburgo, Estonia, Paesi Bassi e Irlanda. Il problema ha toccato anche l’Italia, dove risultano colpiti tre negozi Coop a Catania e uno a Palermo. Bruxelles ha giudicato la situazione “altamente preoccupante”. Il guasto è comparso tra la notte di domenica e lunedì e se ne sono accorti i dipendenti all’apertura. In Svezia, Dennis Vidal, responsabile di un negozio nel sud del Paese, ha raccontato: “Stiamo svuotando i congelatori, non c’è molto altro che possiamo fare”. Ai microfoni della tv pubblica Svt ha poi aggiunto: “Stanno ricominciando a raffreddarsi ma è già tutto rovinato”. Si teme che in diverse nazioni europee vadano gettate tonnellate di cibo.
In Belgio decine di punti vendita di Delhaize, Carrefour, Intermarché e Spar, tra Fiandre e Vallonia, hanno denunciato “incidenti informatici”: i pirati avrebbero avviato a distanza il ciclo di sbrinamento, spingendo la temperatura degli impianti oltre le soglie fissate dalla normativa. Dinamica analoga in Sicilia, dove la manomissione dei valori termici ha surriscaldato i banchi e compromesso la merce. La polizia postale sta verificando possibili legami con i fatti avvenuti all’estero, mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha diramato un’allerta a grande distribuzione, logistica alimentare e refrigerazione industriale, sollecitando l’adozione delle misure già indicate dopo gli episodi francesi. Il Centro per la Sicurezza Informatica belga (CCB) ha manifestato inquietudine per la crescita degli incidenti, attribuita soprattutto all’impiego mirato dell’intelligenza artificiale, fenomeno in accelerazione negli ultimi sei mesi. Il commissario Ue all’agricoltura Christophe Hansen ha commentato: “Si tratta di un tentativo deliberato d’interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori: un monito che dobbiamo prendere sul serio”, impegnandosi a portare “la questione con i miei colleghi commissari nella nostra prossima riunione”. Un portavoce della Commissione ha dichiarato: “Questi episodi dimostrano che gli attacchi informatici possono interrompere i servizi, avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini”, ricordando che “l’Ue dispone di diversi strumenti per rispondere a tali episodi”.
Nessuna rivendicazione finora, ma la natura coordinata dell’offensiva è considerata quasi certa. Mich Vergauwen, portavoce di Carrefour Belgio, ha affermato: “Si tratta di cyberattacco, non c’è altra spiegazione”, specificando che i problemi hanno riguardato circa quindici dei 700 negozi del marchio nel Paese. L’azienda belga di refrigerazione industriale Sabcobel ha spiegato di aver avviato la messa in sicurezza dei propri macchinari dopo il caso francese, ma che circa un decimo non era stato ancora controllato, alcuni proprio nei punti vendita bersagliati. Dai primi dati emerge che il nodo decisivo sia l’aggiornamento tecnologico: a essere presi di mira sarebbero i dispositivi più vecchi, ad esempio agganciati alla rete 4G invece che alla più recente 5G, oppure privi di adeguata protezione. Già dopo l’attacco in Francia, il costruttore danese Danfoss aveva indicato come i sistemi difettosi fossero per lo più apparecchi obsoleti, non più in grado di ricevere “aggiornamenti software o di sicurezza”.
Sul piano istituzionale, domani alle 11.30 Palazzo Chigi ospiterà un vertice presieduto dal sottosegretario Alfredo Mantovano sull’ondata di attacchi, con il direttore dell’Acn e i vertici dell’intelligence, secondo fonti governative. Anche il Copasir, stando all’Adnkronos, intende chiedere chiarimenti all’esecutivo: la seduta delle 14, già in programma con l’audizione del direttore dell’Aisi Bruno Valensise, sarà l’occasione per farlo, e mercoledì 4 novembre alle 13.30 toccherà al direttore generale dell’Acn Andrea Quacivi riferire al comitato. Sempre domani l’Acn incontrerà le federazioni di categoria e le principali aziende della grande distribuzione italiana.
