Guerra in Iran

La mappa dei pasdaran per colpire l’Europa

La minaccia diretta pubblicata sui media. Task force Usa per un blocco di terra

Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato che le forze americane hanno condotto nuovi attacchi limitati contro l’Iran, prendendo di mira un sistema di difesa aerea che, a suo dire, è stato distrutto nel giro di pochi minuti. «Non voglio parlarne. Abbiamo effettuato degli attacchi minori: loro avevano costruito un piccolo dispositivo contraereo e noi lo abbiamo distrutto in circa 15 minuti, forse cinque», ha dichiarato Trump ai giornalisti poco dopo il suo arrivo a West Palm Beach, in Florida, senza fornire ulteriori dettagli sull’operazione.

I media statali iraniani hanno riferito che sono state udite due esplosioni nell’area di Suza, sull’isola di Qeshm, situata nello strategico Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale per il trasporto globale di petrolio. Trump ha descritto l’azione militare come «minore», senza specificare quando sia avvenuta né fornire dettagli sui danni causati. E mentre a Washington si discute sull’opportunità di riprendere i raid in modo massiccio e “definitivo”, l’esercito statunitense sta lavorando ad una task force per attuare un blocco di terra dell’Iran, dopo mesi di blocco navale. L’iniziativa si inserisce negli sforzi di Washington per limitare il trasferimento da parte di Teheran di sistemi d’arma avanzati e altro materiale soggetto a sanzioni attraverso i suoi confini terrestri e il Mar Caspio. Lo rivela Reuters, citando un documento del Comando centrale Usa. La task force si chiamerà «Iron Gate», avrà sede a Tampa, in Florida, e opererà in coordinamento con altre agenzie governative statunitensi. Oltre al movimento di armamenti, il gruppo si concentrerà anche su beni a duplice uso e sui flussi di entrate illegali.

Non è chiaro se il piano militare rientri in una strategia di pressione più ampia volta ad evitare un attacco diretto, ma certamente lo stallo della guerra va superato. Da Teheran intanto arriva una nuova concreta minaccia con la pubblicazione di una mappa del rischio in Europa. Il regime dei pasdaran da giorni ha annunciato che nel caso di una ripresa dei raid americani il conflitto si allargherà «senza limiti geografici». In merito si è diffusa ieri la pubblicazione sui media di Stato iraniani di una mappa dettagliata contenente 15 installazioni militari statunitensi e della Nato dislocate in Europa. La grafica, apparsa sulla prima pagina del quotidiano Hamshahri (legato alla municipalità di Teheran), estende idealmente il raggio d’azione della crisi mediorientale ben oltre i confini regionali, posizionando l’Europa sotto la linea del mirino missilistico della Repubblica Islamica. Tra gli obiettivi esplicitamente identificati figurano la base aerea di Ramstein in Germania, la base britannica di RAF Fairford nel Regno Unito (oggetto di recente di un “incidente” di mano iraniana) e l’italiana Naval Air Station di Sigonella, in Sicilia, da sempre fulcro logistico e strategico per le operazioni statunitensi nel Mediterraneo e in Medio Oriente.

L’avvertimento che accompagna la mappa non lascia spazio a interpretazioni ambigue. Esponenti di spicco del parlamento e delle forze di sicurezza di Teheran hanno dichiarato che qualsiasi utilizzo delle basi europee da parte degli Stati Uniti o di Israele per condurre o supportare attacchi contro il territorio iraniano trasformerà automaticamente tali infrastrutture in “legittimi bersagli”.

Le minacce mediatiche e politiche trovano un riscontro diretto nelle attività sul campo. Il portavoce delle forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), il generale Hossein Mohebbi, ha annunciato che l’Iran svelerà nei prossimi giorni una nuova «città missilistica sotterranea». Non si tratterà soltanto di un deposito protetto all’interno di bunker e tunnel profondi, bensì di veri e propri complessi di produzione industriale militarizzati, trasferiti interamente nel sottosuolo per sottrarli alla sorveglianza satellitare e ai bombardamenti aerei occidentali. I servizi di intelligence occidentali e i rapporti analitici basati su recenti immagini satellitari confermano che Teheran sta procedendo a una rapida ricostruzione e riparazione delle proprie infrastrutture missilistiche e dei centri di comando precedentemente danneggiati. Movimenti di terra e scavi significativi sono stati registrati nei siti chiave di Garmdareh e Shahroud, evidenziando come il regime stia accelerando il potenziamento dei propri arsenali di deterrenza e la rimozione dei limiti tecnici alla gittata dei propri vettori balistici. La parola finale a Donald Trump.

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