intercettato

Istigazione a delinquere, preso Youssef Siher. Fermata la “mente” del Movimento 17 ottobre

Confermata la tesi de Il Tempo: incrocio tra islamisti, filo-Palestina e antagonisti

Dieci giorni di lavoro serrato della Direzione centrale della polizia di prevenzione, che coordina le Digos, con il supporto dell’intelligence, hanno portato a Youssef Siher, 30 anni, ritenuto la mente del Movimento 17 Ottobre. A individuarlo, seguendo la pista della pagina Instagram, è stato il lavoro svolto dagli esperti della Polizia Postale che sono risaliti al suo profilo e lo hanno sottoposto a intercettazione. La Postale avrebbe anche contattato Meta per poter mettere sotto controllo il profilo del Movimento. Ma Siher, stando a quanto emerso, era già noto ai servizi segreti. Nel 2024, infatti, l’intelligence aveva segnalato la costituzione dell’Organizzazione Alba Nascente ad opera del giovane, indicandone la diffusione nelle comunità musulmane europee di propaganda riconducibile ad Hamas e al Fronte Popolare per la liberazione della Palestina, l’organizzazione delle piazze pro-Palestina e i rapporti con circuiti dell’estrema sinistra antagonista.

Ieri la Digos lo ha fermato, perquisito e accompagnato in Questura a Milano. I reati contestati sono istigazione a delinquere, apologia di delitti e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, il nuovo reato introdotto dal decreto-legge 22 ottobre 2026 n. 190, che ha inserito l’articolo 420-bis nel codice penale, con l’aggravante dell’utilizzo del mezzo informatico. L’individuazione di Siher arriva mentre le Digos esaminano telefoni e computer sequestrati dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre, ricostruendo attraverso chat e account i preparativi per le nuove manifestazioni.

Un lavoro complesso, su più livelli, che interseca quanto accaduto nelle piazze italiane il 17 e 18 ottobre e la nascita del Movimento 17 Ottobre. A Monza, ad esempio, nel cellulare di un giovane coinvolto nei disordini milanesi, la polizia ha trovato una chat WhatsApp in cui si progettava di aggredire gli agenti, sottrarre loro le armi, incendiare edifici e danneggiare mezzi di servizio. Da quella chat sono partite perquisizioni anche fuori dalla Lombardia. Fra venerdì e sabato le perquisizioni indicate a livello nazionale sono circa 150. Al momento non risulta che la chat di Monza fosse amministrata da Siher.

Le verifiche digitali hanno portato anche a Genova, dove un ventinovenne è indagato per istigazione a delinquere dopo aver scritto in una chat Telegram del Movimento 17 Ottobre messaggi che invitavano alla violenza contro la polizia. A Bari il gruppo Telegram seguito dalla Digos aveva invece un altro nome, «23 ottobre rivolta Bari». La Direzione distrettuale antimafia e la Procura minorile indagano su progetti di devastazione e saccheggio con finalità di terrorismo, oltre a ipotesi su armi ed esplosivi. A Padova, invece, si progettava su Instagram di infiltrarsi nei cortei vestiti di nero, usare fumogeni e saccheggiare negozi: perquisito un diciassettenne, individuati altri undici giovani. E ancora a Napoli, dove sette ragazzi sono stati perquisiti per messaggi su Telegram che incitavano a devastazioni e saccheggi.

Ma i controlli preventivi hanno intercettato altri giovani prima delle manifestazioni. A Roma oltre 200 identificati e 63 accompagnati in Questura. Sono stati trovati spray, guanti, passamontagna, maschere e scaldacollo, dello stesso tipo indicato nelle chat. A Torino 302 persone controllate e sei indagate per possesso di oggetti atti a offendere o travisamento.

Adesso, l’esame dei dispositivi sequestrati a Siher dovrà chiarire se altre persone gestivano i canali e quali contatti esistevano con i gruppi cittadini. Gli investigatori della polizia di Stato, su direttiva del pubblico ministero, stanno analizzando e comunicando gli elementi di prova acquisiti per consentire alla Procura di Milano di procedere al fermo del 30enne. Intanto, é stato sottoposto al «trattenimento» di 12 ore previsto dal decreto sicurezza.

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