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I negazionisti del 7 ottobre. Dallo sfregio al Parlamento Ue all’“antisemitismo quotidiano”

Un’eurodeputata francese vandalizza una mostra sulla strage. In Italia cortei, eventi anti Israele negli atenei e convegni politici

Oggi, 7 ottobre, ricorre il terzo anniversario del pogrom anti-ebraico. Eppure, a tre anni da quella orrenda strage compiuta dai terroristi di Hamas – in cui furono barbaramente uccisi oltre 1.200 israeliani e catturati 250 ostaggi – assistiamo ancora a sfregi intollerabili, offuscamenti ideologici e ad ambigui «però» di chi nega, minimizza o cerca di ridimensionare il massacro.

Ciò che è accaduto ieri al Parlamento europeo di Strasburgo è emblematico. L’eurodeputata Rima Hassan, palestinese naturalizzata francese e compagna di gruppo di Ilaria Salis e Mimmo Lucano nelle file di The Left, ha vandalizzato una mostra fotografica allestita proprio per commemorare le vittime del 7 ottobre, venendo filmata mentre gettava a terra le bandiere di Israele e dell’Unione Europea.

La presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, ha condannato l’azione come «inaccettabile»: «Prendiamo la questione sul serio, tutte le misure opportune sono in corso. Respingiamo con la massima fermezza qualsiasi azione che generi insicurezza. In un momento di crescente antisemitismo, abbiamo il dovere di garantire che la comunità ebraica veda qui la propria casa». Durissimo il co-presidente dei Conservatori Ue (Ecr), l’eurodeputato di FdI Nicola Procaccini: «Questo comportamento dimostra il crescente islamismo dell’estrema sinistra. Non resteremo in silenzio: chiederemo l’inserimento dei Fratelli Musulmani nella lista Ue dei terroristi».

Sferzante anche il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, che ha definito il gesto «vergognoso, scandaloso, ma purtroppo non sorprendente». La difesa di Hassan, che ha dichiarato «ho rimosso la bandiera israeliana ma sfortunatamente la bandiera europea l’ha seguita nella caduta», è la conferma che non prova alcun pentimento, soprattutto dopo che in Aula ha preso la parola per accusare Israele di apartheid.

Se ciò accade nelle istituzioni europee, anche in Italia si moltiplicano le mobilitazioni ProPal dal chiaro sapore provocatorio. Nelle università e nelle piazze italiane la tensione è alta. A Bologna, il collettivo dei Giovani Palestinesi ha confermato lo svolgimento del controverso evento intitolato “Dalla grande rivolta araba al sette ottobre”, ospitato proprio oggi presso gli spazi universitari di via Zamboni 32, nell’Aula Capecchi. L’iniziativa, incentrata sul dibattito e sulla proiezione del film “Palestina 36”, non ha ricevuto alcuna autorizzazione ufficiale da parte dell’Ateneo ed è finita al centro di roventi polemiche politiche per il chiaro intento di celebrare la data del massacro israeliano in un luogo di cultura. Una fermezza diversa è stata invece registrata a Torino: un simile dibattito pro-Gaza, originariamente pianificato all’interno delle aule universitarie piemontesi, è stato prontamente bloccato e non autorizzato dalla rettrice dell’ateneo per stringenti ragioni di opportunità e sicurezza.

Sul fronte delle piazze e delle città, il Viminale ha dovuto disporre una linea di massima allerta per arginare i rischi di disordini civili. A Lecco, il presidio e il corteo pro-Palestina programmati per la serata di oggi in centro città sono stati vietati dalla Questura proprio per il fondato timore di gravi tensioni e scontri urbani.

La pressione anti-israeliana non si esaurisce nella giornata di oggi, ma è destinata a protrarsi nei prossimi giorni. Da domani a sabato sono già state calendarizzate nuove azioni di protesta in diverse città. L’Associazione dei Palestinesi in Italia (API) ha indetto un presidio davanti alla Cassazione in visto di un’udienza che riguarda Mohammad Hannoun, considerato dalla procura di Genova a capo della «cellula italiana» di Hamas. Mentre sabato a Milano è stato indetto un corteo, promosso dall’API e dalla rete nazionale Palestina Anima Mundi, per chiedere sanzioni ed embargo militare contro Israele. Come se non bastasse, domani in Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, il Movimento 5 Stelle ha organizzato un convegno insieme a esponenti di Flotilla dal titolo «Gaza senza tregua».

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