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Garlasco, il giallo della consulenza personologica su Stasi. La psicologa: “Mai fatta”

C’è un altro piccolo “giallo” che, in queste ore, alimenta il dibattito pubblico sul caso di Garlasco. Come anticipato da Repubblica, da un vecchio faldone dei Ris, consegnato alla procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, sarebbe spuntata una valutazione personologica su Alberto Stasi. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, il documento non sarebbe mai confluito nel fascicolo a carico dell’ex studente bocconiano né risulta che sia stato autorizzato dagli inquirenti dell’epoca. Non solo. La criminologa che avrebbe redatto la relazione, su carta intestata, la dottoressa Alessandra Bramante, ha dichiarato alla redazione di Ore 14 di non aver mai stilato l’elaborato. “Non ho mai fatto nessun profilo, se faccio relazioni metto data e firma”, ha chiarito l’esperta al programma condotto dal giornalista Salvo Sottile su Rai 2.

Cosa si legge nel documento

Occorre fare una premessa: non si può parlare di una vera e propria consulenza se non è stata autorizzata dalle autorità competenti, come emerso finora. Sta di fatto che nel documento in questione - 13 pagine, senza data né firma del relatore - sono annotate una serie di considerazioni su Stasi, verosimilmente basate “sulle carte”, scrive il Corriere della Sera, e dunque non riconducibili a un eventuale colloquio diretto con l’allora indagato. “Troppo contraddizioni e ‘parole rimangiate’ su dati forniti come certezze”, si legge. E ancora, riguardo alle presunte caratteristiche personologiche del giovane: “Freddezza”; “Mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)”; “calcolatore”; “tendenza narcisistica”, “molto concentrato su di sé”. Seguono una serie di impressioni/riflessioni: “Regali stravaganti (completini intimi e vibratore) quando il sesso con Chiara sembra essere l’ultimo dei suoi pensieri”; “Stanno insieme ma non ricorda nemmeno se usa il pigiama oppure no”. E infine: “Ambivalenza e contraddizioni rispetto al sesso”.

I dubbi

Come riporta il giornale di via Solferino, non risulta che la pm dell’epoca, Rosa Muscio, abbia affidato un incarico formale all’esperta, qualora si trattasse di Bramante. Del resto è altamente improbabile che si tratti di una consulenza richiesta in autonomia dal Ris, anche perché contiene i “verbali in quel momento secretati” di Stasi. E dunque, chi profilò il giovane? Ma soprattutto, per conto di chi? Mistero.

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