La notte prima di lanciarsi con l’auto sulla folla, Salim El Koudri si sarebbe ripreso con il cellulare. Erano le 0.56 del 16 maggio. Secondo la ricostruzione di “Fuori dal coro”, il programma di Rete 4 condotto da Mario Giordano, in quel filmato il 31enne avrebbe annunciato un rito di purificazione da compiere prima della strage. Il servizio di Serena Pizzi ha mostrato queste immagini in esclusiva nell’ultima puntata. Con esse torna la domanda che accompagna l’inchiesta fin dal primo giorno: la strage di via Emilia fu il gesto di un uomo con un passato di disturbi psichici o un attentato di ispirazione jihadista?
Quel pomeriggio El Koudri, italiano di seconda generazione di origine marocchina, investì otto persone nel centro di Modena. Tra loro Monica Esposito, rimasta gravemente ferita e poi morta in ospedale.
Nei video trasmessi dal programma il 31enne appare aggressivo e minaccioso. In uno si rivolge a qualcuno con toni violenti: “Allora io te lo dico per l’ultima volta, devi starmi lontano […]. Fate pietà […], cioè voi fate pietà. Vuoi qualcosa? Vattene a prendere […]”. Il filmato che pesa di più, però, è l’ultimo, registrato poche ore prima dell’attacco. Nel servizio un intervistato ne spiega così il significato: “Con il taglio della barba loro si preparano al passaggio per arrivare completamente purificati”. Secondo la trasmissione, questi video e il contenuto dei telefoni dimostrerebbero che El Koudri si è ispirato agli attentati terroristici islamici.
Il programma riferisce che sono state analizzate 68mila ricerche online degli ultimi due mesi. “È emerso che un giorno su due si informava sull’Isis e sul loro addestramento militare”, spiega la giornalista. Sul cellulare, sempre secondo il servizio, sono state trovate immagini di armi da fuoco. El Koudri inoltre “guardava anche video di attentati terroristici”.
Questa lettura contrasta con quanto emerso nelle prime ore dell’indagine. Allora le verifiche iniziali sui dispositivi sequestrati non avevano evidenziato legami con ambienti jihadisti, e l’attenzione si era concentrata sulla storia clinica dell’uomo, seguito in passato dal centro di salute mentale. El Koudri è indagato per strage. La procura di Modena, finora, non ha contestato l’aggravante della finalità di terrorismo.
È proprio questo il punto sollevato in studio da Deborah De Cicco, avvocato di Giovanni Esposito, fratello della vittima. “Non comprendo perché ancora adesso la procura di Modena non abbia voluto contestare l’aggravante del terrorismo di matrice comunque islamica”, ha detto. “Le ricerche sono molto allarmanti e ci dovrebbero anche porre un alert per un discorso di sicurezza nazionale, perché c’è un rischio di emulazione molto forte”.
Giordano ha commentato così: “Chiarire quello che è successo è indispensabile, naturalmente […] nel rispetto delle vite ma anche nel rispetto della sicurezza di tutti noi. Perché se è vero che è stato attenzionato e poi non si è capito, e poi se si fosse per caso, dico io, voluto coprire con quella fretta del disagio psichico, sarebbe a mio modo di vedere un po’ grave”.
Chi indaga dovrà ora valutare il materiale mostrato da “Fuori dal coro”. Resta la richiesta della famiglia Esposito: sapere se quella di Modena sia stata la follia di un singolo o qualcosa di più pericoloso.
